Santa Maria di Leuca: sbarcati oltre 100 immigrati clandestini

Sbarco di 103 clandestini a Santa Maria di Leuca – Ancora una storia di speranza, di fuga, di immigrazione, è quella che si è raccontata proprio questa mattina lungo le coste pugliesi, vicino a Santa Maria di Leuca. L’emergenza sbarchi, che negli ultimi mesi ha colpito in particolare le coste del Salento, non accenna ad attenuarsi. Dopo gli ottanta migranti che negli ultimi giorni, in tre diversi viaggi, hanno raggiunto le coste salentine, altri 103 clandestini sono stati fatti sbarcare questa mattina, intorno alle 11.30, al porto di Santa Maria di Leuca.

Problemi all’imbarcazione a causa del mare mosso – Il peschereccio, che ospitava a bordo 103 persone, tutti maschi, alcuni anche minorenni, la maggior parte di origine afgana, è stato avvistato dalla Capitaneria di Porto di Taranto quando l’imbarcazione si trovava a venti miglia dalle coste pugliesi. L’allarme per la presenza di un’imbarcazione che aveva bisogno di aiuto era partito però prima, intorno alla mezzanotte, quando una chiamata dall’Inghilterra aveva segnalato la presenza di una barca in grossa difficoltà a causa del mare ondoso e mosso per il forte vento che, nella giornata di ieri, ha mitigato il caldo afoso degli scorsi giorni.

I primi soccorsi – A distanza di poche ore, un’altra telefonata, questa volta dalla Grecia, avvertiva la Capitaneria di Porto di Taranto della presenza di questa imbarcazione con a bordo 100 clandestini. Intorno alle 2 della scorsa notte, due motovedette della Capitaneria di Porto di Gallipoli, una della Guardia di Finanza e una nave mercantile, la Msc Floriana, hanno raggiunto l’imbarcazione in difficoltà e hanno prestato soccorso agli uomini a bordo. Purtroppo, le cattive condizioni del mare non hanno permesso di effettuare il trasbordo, ma la barca è stata comunque indirizzata verso il porto di Santa Maria di Leuca dove ha attraccato questa mattina intorno alle ore 11.30. Dai primi controlli ai 103 immigrati pare che tutti siano in buone condizioni di salute e che non abbiano risentito del gravoso viaggio in mare che hanno dovuto sopportare per arrivare sulle coste italiane.

Maria Rosa Tamborrino