Ddl corruzione: No compatto del Pdl

Prima delle vacanze estive, era il 14 giugno, il ddl anticorruzione era stato approvato dalla camera e il Pdl aveva annunciato battaglia contro la sua eventuale approvazione. Oggi torna la tensione tra i partiti di maggioranza in materia di giustizia. Il testo, a cui ha lavorato anche il ministro della Giustizia Paola Severino, è ancora fermo e il partito di Silvio Berlusconi, con in testa Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri e Stefano Berselli, continua a fare muro: “Condivido l’esigenza di approvare al più presto il ddl anti-corruzione ma il governo non ci può chiedere di approvarlo così come è perché sarebbe poco rispettoso delle prerogative delle Camere”, ha detto presidente della commissione Giustizia al Senato, Berselli.

Sulla stessa linea Gasparri che ha dichiarato: “Il ddl anti-corruzione deve essere concordato con noi, se non sarà concordato e si dovesse mettere la fiducia, il governo non avrà la nostra fiducia”. Blocco unitario dunque da parte del Pdl determinato ad allungare i tempi di approvazione del ddl, sul quale alla Camera il governo aveva posto la fiducia, che risponde alle sollecitazioni di Filippo Patroni Griffi, il ministro della Pubblica amministrazione, secondo il quale il ddl va approvato ”ad ogni costo, anche con la fiducia” e di Paola Severino che ha ricordato anche la pressione in materia dell’Unione Europea per aggiornare le norme.

I. F.