Morto il cardinal Martini, ha rifiutato l’accanimento terapeutico

Morto il cardinal Martini, ha rifiutato l’accanimento terapeutico – Il Cardinale Carlo Maria Martini è morto. Lo conferma l’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola. Martini era da tempo malato di Parkinson e stamani il suo medico aveva annunciato che era “entrato in fase terminale. Dopo un’ultima crisi, cominciata a metà agosto, non è più stato in grado di deglutire né cibi solidi né liquidi. Ma è rimasto lucido fino all’ultimo e ha rifiutato ogni forma di accanimento terapeutico, ha detto il neurologo Gianni Pezzoli, che da anni aveva in cura l’arcivescovo emerito di Milano. Le condizioni di salute di Martini si erano aggravate negli ultimi giorni e ieri l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, aveva invitato “tutti i fedeli della Diocesi e quanti l’hanno caro” a pregare per lui.

Malato di Parkinson da 16 anni – Il cardinal Martini soffriva di Parkinson da tanto tempo, circa 16 anni, e ha sempre dichiarato la sua malattia, ha dichiarato Pezzoli, che è responsabile del Centro per la malattia di Parkinson e i disturbi del movimento degli Istituti clinici di perfezionamento (Icp) di Milano, e presidente cofondatore dell’Associazione italiana parkinsoniani (Aip). Nato a Torino il 15 febbraio del 1927, Martini è stato Arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, oltre che un importante biblista. Dopo aver Studiato nell’Istituto Sociale, la scuola torinese dei gesuiti, prese i voti nel 1952, a 23 anni. Venne a capo della Chiesa meneghina il 10 febbraio 1980, succedendo al cardinale Giovanni Colombo. Cardinale nel 1983, ha fatto dell’ecumenismo religioso e dell’apertura anche verso gli atei e gli agnostici la sua missione.