Pakistan: bimba down accusata di blasfemia. Resta in carcere

Ancora in carcere la bimba down che ha bruciato pagine del Corano – Un giudice di Islamabad ha disposto altri 14 giorni di carcere per Rimsha Masih, la bimba di 11 anni, di religione cristiana, affetta da sindrome di Down, arrestata in Pakistan con l’accusa di blasfemia lo scorso 19 agosto. Durante una breve udienza a porte chiuse negli scorsi giorni, a cui non erano presenti nè l’avvocato della piccola, Tahir Naveed Chaudhry, nè i familiari, un ufficiale di polizia ha detto che le indagini non sono ancora concluse chiedendo, ed ottenendo, la proroga della carcerazione. “Volevamo tempo per altre indagini e la corte ha accettato”, ha spiegato Munir Jafri, uno dei poliziotti che segue il caso di Rimsha Masih.

La ‘legge nera’ del Pakistan prevede l’ergastolo per chi brucia il Corano – La bimba di soli 11 anni è stata condannata per aver bruciato delle pagine del Corano ed è in carcere dopo aver rischiato di essere bruciata viva da una folla nel villaggio di Meharabadi, nei pressi della capitale del Pakistan, Islamabad, dove la piccola abita insieme alla sua famiglia.?Rimsha Masih è accusata in base alla ‘legge nera’ del Pakistan per aver bruciato alcune pagine con impressi versi del Corano.?Per il codice e le leggi pakistane, la piccola affetta da sindrome di Down, rischia fino all’ergastolo e si temono contro la sua persona ritorsioni di elementi vicini al fondamentalismo talebano, che più volte hanno assassinato in via extra-giudiziale persone incriminate per blasfemia.

Bruciata viva in piazza – Nell’ambito della vicenda di Rimsha Masih sono stati inoltre denunciati l’imam della moschea della zona e altre 175 persone che avrebbero chiesto alla polizia del luogo la consegna della piccola Rimsha per bruciarla viva in piazza. Domani si terrà una nuova udienza relativa alla richiesta, presentata dal legale della piccola, Tahir Naveed Chaudhry, di libertà  su cauzione. I giudici dovranno valutare una relazione medica in cui viene attestato che la bimba è affetta da un ritardo mentale.

Maria Rosa Tamborrino