Alcoa: da lunedì procedure per stop alla produzione

Alcoa ha rifiutato la richiesta della Regione Sardegna di prorogare i tempi per la chiusura degli impianti, decidendo l’inizio, da lunedì, dell’avvio delle procedure necessarie alla sospensione della produzione. Le prospettive di rilancio si erano fatte strada nel corso del vertice al Mise con la Glencore, la multinazionale svizzera interessata all’acquisto degli impianti.

Alla luce di quanto definito al tavolo con i possibili acquirenti, il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva chiesto all’amministratore delegato di Alcoa Italia, Giuseppe Toia, di prorogare i termini per fermare l’impianto di Portovesme, per concedere alla Glencore la settimana di riflessione richiesta, ma Alcoa ha rifiutato.

Ieri un operaio dello stabilimento era salito sul tetto di un silos alto 4o metri: il 28enne è lo stesso che nei giorni scorsi, disperato e preoccupato di non poter più mantenere la famiglia, aveva annunciato davanti alla fabbrica, l’inizio dello sciopero della fame.  Dopo diverso tempo la polizia, i vigili del fuoco e molti colleghi, lo hanno convinto a scendere. Molti manifestanti si erano riuniti, sempre nella giornata di ieri, a Montecitorio, alcuni si erano tuffati nella Fontana di Trevi con urla, fischi e caschi sbattuti sull’asfalto davanti all’entrata del Ministero dello Sviluppo economico. Alla notizia odierna il rappresentante sindacale Cisl di uno dei più grandi stabilimenti di alluminio del nostro paese, ha annunciato ulteriori e incisive manifestazioni.

Marta Lock