Venezia 2012: Francesco Rosi il leone ruggisce ancora

Ieri sono sgorgate lacrime di commozione e riconoscenza alla sessantanovesima mostra del cinema di Venezia per Francesco Rosi, insignito del Leone d’oro alla carriera. Una cerimonia che ha visto presenti sul palco il presidente della Biennale Paolo Baratta, il direttore della mostra Alberto Barbera e il regista Giuseppe Tornatore, che sta curando un libro intervista sul maestro del cinema civile, dalle cui mani Rosi ha ricevuto l’importante premio. Barbera nel discorso in cui ha reso note le motivazioni che hanno portato alla scelta dell’autore di capolavori come Salvatore Giuliano e La mani sulla città ha detto “Rosi ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano, la sua opera ha influenzato migliaia di cineasti in tutto il mondo per il metodo, lo stile e il rigore morale e la capacità di fare spettacolo su temi di stringente attualità

Commozione. Il regista napoletano è stato omaggiato anche da Martin Scorsese, che ha collaborato al restauro di Il caso Mattei proiettato al termine della cerimonia di premiazione. Il regista italo americano riferendosi al collega nostrano ha dichiarato in un video messaggio “Rosi è come una tempesta che spazza ogni impurità, le sue immagini mi nutrono e mi arricchiscono“. Infine le parole di Rosi nell’accettare il Leone d’oro, un discorso commosso e pieno di verve, che non ha mancato di scuotere i presenti. “Mi attraversa un fiume di emozioni, di solito non mi commuovo facilmente-ha detto, per poi concludere con una lucida analisi sul presente del nostro paese-l’Italia oggi è un paese diviso da molte convinzioni contrarie sia politicamente che economicamente, ma sta anche partecipando con un’adesione encomiabile agli sforzi del presidente del consiglio Mario Monti che sta avviando questo paese non dico verso la normalità ma verso una possibilità di contrastare i  problemi più acuti della crisi attuale.” Onore a lei, maestro.

Simone Ranucci