Grillo furioso contro il debito: E’ immorale, fatto da ladri (video)

Beppe Grillo contro il debito. In un veemente intervento, il leader del Movimento Cinque stelle ha definito il debito “immorale”, fatto da “schiere di ladri e delinquenti” che, ha aggiunto, “dovranno ripagarlo”.  L’impressione è quella che Grillo voglia cimentarsi in un’impresa ardua se non impossibile, rifondare l’Italia, identificata come un “paese fallito”.  Pe fare questo però, bisogna che “tutti i cittadini si attivino”. E’ necessario “riconvertire le imprese – ha tuonato – ripensare a cosa si deve produrre e a cosa non si deve produrre”.  Capire “cos’è una banca, cos’è la finanza”. E ad esempio prende il Sud-America, concentrandosi su due Stati, l’Ecuador e l’Argentina.

L’occasione è quella della festa del Movimento Cinque Stelle di Brescia. Grillo parla a ruota libera, come suo solito; collegandosi alla vicenda di Julian Assange (fondatore di Wikileaks, attualmente “rifugiato” presso l’ambasciate dell’Ecuador a Londra), ha spiegato che il presidente ecuadoriano Correa, si è  rifiutato di “pagare il debito”, anche da lui definito “immorale“, fatto da gente “di cui  lui si vergognava”. E, continua, nemmeno l’intervento dell’Fmi che nei confronti dell’Ecuardo avrebbe fatto “un blocco” è riuscito a fermare l’iniziativa di Correa. Il Sud-America, ha spiegato ancora Grillo, “si è coalizzato” allo scopo di aiutare l’Ecuardor. Di seguito cita una serie di paesi che, a vario titolo e in vari modi, hanno dichiarato di aiutare lo Stato che si è rifiutato di pagare il debito per cinque o dieci anni, gratuitamente.

Tra questi anche l’Argentina, fino a pochi anni fa “col culo per terra”, ha detto ancora Grillo usando un linguaggio tanto colorito quanto efficace.  Argentina, nazione che “ha pagato il debito 16 mesi prima”. La presidente Kirchner è andata a Manhattan “davanti alla sede del Fondo Monetario Internazionale, con un assegno grosso un metro per due” con su scritto “12 miliardi di euro”. Tutto questo, dopo aver sofferto dieci anni, ma evitando di svendere “il proprio paese”.

A.S.