La denuncia di Grillo: Media aizzano odio contro il Movimento

La denuncia di Grillo: Media aizzano odio contro il Movimento – “Il rito quotidiano dell’odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al Movimento 5 stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso,insopportabile, indecente. E’ quanto denuncia Beppe Grillo dalle righe del sul suo blog. Lo scopo  – spiega – è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo. Non discutono mai nel merito (ad esempio del programma del M5S), insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E dopo? Cosa verrà dopo? Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere”.  “ll simbolo M5S è registrato a mio nome e non della Casaleggio”, è il messaggio che l’ex comico genovese indirizza ai “giornali di regime”: “Basterebbe una verifica per non fare figure di merda”, scrive ancora Grillo su Twitter, a proposito dell’esposto presentato all’Antitrust sul nome e simbolo del movimento.

La Neolingua della Casta – Prima di attaccare i media, Grillo pubblica sul suo blog un pezzo dal titolo “Due minuti d’odio”, in cui si immagina una crescente manifestazione di protesta verso di lui e verso il M5S. Una scenetta ricostruita così dal comico: “Il rito dell’Odio era cominciato. Come al solito, la faccia di Beppe Grillo, il Nemico del Popolo, era apparsa sullo schermo. S’udì qualche fischio, qua e là, fra i presenti. La donnetta dai capelli color sabbia diede in una sorta di gemito in cui erano mescolati paura e disgusto. Grillo era il rinnegato. Durante il suo secondo minuto, l’Odio arrivò fino al delirio. La gente si levava e si rimetteva a sedere con gran rimestio, e urlava quanto più poteva nello sforzo di coprire il belato di quella voce maledicente che veniva dallo schermo. La donnetta dai capelli color sabbia era diventata rossa come un peperone e apriva e chiudeva la bocca come un pesce tratto fuor d’acqua. Una bruna aveva cominciato a strillare: “Porco! Porco! Porco!”, “Populista! Populista! Populista!”, “Fascista! Fascista! Fascista!”, “Assassino! Assassino! Assassino!”, “Evasore! Evasore! Evasore!” e tutt’a un tratto afferrò un pesante dizionario di Neolingua della Casta e lo scaraventò sullo schermo. Questo andò a colpir diritto il naso di Grillo e poi ricadde a terra: la voce continuava inesorabile. Tutti strillavano e battevano furiosamente i tacchi contro il piolo della sedia”.