Pakistan: arrestato l’Imam che accusava di blasfemia la bimba down cristiana

Arrestato l’imam che accusava la piccola Rimsha – È stato arrestato ieri sera in Pakistan l’accusatore di Rimsha Masih, la bambina di soli 13 anni, affetta dalla sindrome di Down, accusata ed incarcerata con l’accusa di blasfemia per aver dissacrato e bruciato alcune pagine in cui erano riportate delle frasi del Corano. La decisione di arrestare l’imam Khalid Jadoon, con il sospetto che abbia manipolato le prove contro la piccola Rimsha è stata presa dallo stesso giudice di Islamabad che, soli pochi giorni fa, aveva prolungato i giorni di prigionia della bimba cristiana che dal 16 agosto scorso si trova rinchiusa in un carcere di massima sicurezza a Rawalpindi.

Prove false contro la piccola crisitana – Secondo le informazioni prese dalla stampa estera, sembra che Maulvi Zubair, l’assistente dell’imam Khalid Jadoon che ha accusato la piccola cristiana di blasfemia, avrebbe affermato che proprio l’imam avrebbe aggiunto delle pagine del Corano ai fogli bruciati che un testimone gli avrebbe portato. A confermare la tesi di Zubair si sono aggiunti anche altre due persone presenti al fatto. Quando Zubair gli ha fatto notare che questo era scorretto, l’imam ha risposto, davanti anche agli altri due testimoni, che il suo obiettivo era di espellere tutta la comunità cristiana dal villaggio.

La piccola Rimsha ancora in carcere – Non appena questi fatti sono venuti alla luce, l’avvocato che segue il caso della piccola Rimsha Masih ne ha chiesto la scarcerazione. La bimba per ora, però, rimarrà nel carcere sotto la custodia della polizia, in quanto i suoi accusatori non hanno ritirato le proprie accuse e quindi non può essere considerata innocente.

Maria Rosa Tamborrino