Venezia 2012: Pierce Brosnan maestro d’amore

E poi arriva una commedia tra i travagliati drammoni presentati in questa sessantanovesima edizione della mostra del cinema di Venezia. Drammoni che sono la costante di ogni festival che si rispetti, dove di solito il film più è pesante più è gradito. Più che altro stupisce che a proporre questo genere così poco  festivaliero, verrebbe da dire così poco artistico se non fosse una boiata pazzesca dirlo, sia stata Susanne Bier regista danese nota fin qui per drammoni corposi e a tratti estenuanti, fresca di un premio Oscar per Un mondo migliore. Ma si sa il mondo è bello perchè è vario e così ecco a voi Love is all you need, titolo da storpiature beatlesiana, che in realtà altri non è che il solito commediozzo sentimentale con tanto di ambientazione italiana a far da sfondo macchiettistico.

Protagonisti della vicenda una coppia improbabile, quella di due futuri consuoceri che si ritrovano nella mega villa italiana di lui, per celebrare le nozze tra i rispettivi pargoli. E dire che le premesse iniziali sono tutt’altro che allegre, lui vedovo che ancora non ha superato il trauma della perdita della consorte, lei che lotta contro il cancro e per di più ha anche scoperto che il marito un santo proprio non era e che l’ha cornificata per anni con una donna più giovane. Però siamo al cinema e allora ecco che la tragedia, potenziale, verte in commedia, in cui l’amore è il sentimento forte che tutte le ferite ricuce e dalla tristezza consola. Pierce Brosnan mollati i panni dello 007 è perfettamente in parte nel ruolo del signorotto di mezza età in cerca di consolazione e la pellicola a conti fatti risulta anche gradevole. Tutt’altro che un capolavoro, ma gradevole.

Simone Ranucci