Patente a punti per i locali in città

Come frenare i rumori e la sporcizia lasciati dalla movida notturna in città? Ci pensa la patente a punti dei locali pubblici, un’intesa nata tra gestori e Comuni, già attuata a Torino e a Firenze, che sta spopolando in tutti i Comuni italiani.

L’idea della patente a punti non è così originale perché ricalca praticamente il funzionamento della patente di guida: i punti iniziali in dotazione di ogni locale sono venti e chi commette qualche condotta colpevole perde punti, viceversa li guadagna. Chi sbaglia paga e le sanzioni arrivano sino alla chiusura del locale. A Firenze dove la patente a punti è già attiva, nonostante il disappunto dei locali del centro, si perdono cinque punti se la musica del locale dopo le 23 arriva all’esterno, sempre cinque punti per chi abbassa i prezzi delle bevande alcoliche, per chi non ha gli stewardad assistere i clienti oppure per chi non pulisce l’area esterna del locale, e questi sono solo alcuni esempi. Si accumulano viceversa punti se per quattro mesi non si commettono infrazioni.

Un meccanismo che molte città aspettano di ricopiare: Brescia, Napoli, Catania, Udine, Pisa e Roma, si stanno apprestando a stringere questo tipo di accordo con i locali pubblici “per responsabilizzare sui problemi di rumore, traffico, sporcizia”. “Saremmo d’accordissimo a stringere accordi con l’amministrazione comunale – dice il presidente della Federazione italiana pubblici esercizi, Nazareno Sacchi – i problemi non si risolvono con delibere su delibere”.

I. F.