Pd: Botta e risposta tra Vendola e Bindi sui matrimoni gay

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:20

Vendola: Voglio sposarmi – La differenza di vedute tra il Pd e Sel sulle unioni tra persone dello stesso sesso, emergono alla festa del Partito Democratico.
Nichi Vendola, infatti, è entrato nel merito del dibattito ricordando l’importanza di affrontare quanto prima la questione: “I Dico? Non voglio stare in un acronimo“.
L’agenda dei diritti civili e sociali va scritta insieme. A 54 anni voglio dire che mi voglio sposare con il mio compagno. Rivendico questo come cittadino, come persona e come cristiano voglio poter vivere una discussione vera e chiedere al mio Stato e alla mia Chiesa per quale motivo progetti d’amori non possono essere liberati da un tappo di Medioevo che tante volte ha ferito la nostra vita“.
Poi l’invito rivolto al Pd: “Ci ho già provato una volta e mi è andata male – ha detto – , la prossima volta ci vorrei riuscire e dare finalmente un riconoscimento alle unioni omosessuali. Vorrei che il Pd si prendesse questo impegno e fosse in grado di portarlo avanti. Se parliamo di unioni civili siamo in grado di portarlo avanti”.

La replica di Rosy Bindi – Dal Pd arriva un’apertura sui diritti sacrosanti degli omosessuali, ma sulle unioni la Bindi precisa: “Non è perché sono credente, ma l’obbiettivo che ci possiamo porre è del riconoscimento delle unioni civili e non del matrimonio. Ed è perché sono fedele alla carta costituzionale. La Costituzione italiana ci dice con chiarezza che mentre è possibile riconoscere i diritti delle coppie omosessuali non è pensabile l’istituto del matrimonio, come stabilito anche da una recente sentenza della Corte costituzionale”.

Matteo Oliviero

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