Alcoa: operai sul silo vogliono lo stop alla chiusura dei blocchi

Pessima nottata per gli operai saliti sul silo per protestare contro la decisione della multinazionale americana Alcoa di chiudere anche i terzi blocchi della fabbrica: la pioggia incessante e il forte vento hanno reso le condizioni del silo, già pericolante a causa della scarsa manutenzione degli ultimi anni, molto disagiate. I due operai a 70 metri di altezza rifiutano di scendere fino a quando non sarà firmato un documento nel quale l’azienda si impegna a non fermare i terzi blocchi.

Intanto dall’incontro odierno tra i sindacati e i vertici dell’azienda sarebbe stata delineata l’esigenza di ricevere una formalizzazione dell’interesse al rilevamento della fabbrica da parte della multinazionale svizzera Glencore, che avrebbe chiesto qualche altra ora per effettuare delle verifiche che permetterebbero tale formalizzazione. Tra le cause che provocano perplessità ai vertici della multinazionale vi sarebbero il costo dell’energia, le infrastrutture ed il miglioramento degli impianti, nodi cruciali che dovranno essere affrontati in vista dell’acquisizione.

Il presidente della Regione Sardegna ha dichiarato, ai microfoni di Sky Tg24, che la Glencore ha confermato il proprio interesse a rilevare lo stabilimento, sempre che possano essere concordate in maniera concreta le condizioni che possano trasformare l’interesse manifestato in una vera e propria trattativa. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, intervenuto in merito alla vicenda, si è detto convinto che Alcoa si possa salvare solo se si trovano le condizioni per rivedere i costi delle forniture di energia, aggiungendo che se non si interviene per rendere disponibile energia a prezzi competitivi le industrie italiane ad alto uso energetico sono destinate a sparire.

Marta Lock