Contessa Pompeati: “Vado a caccia perchè amo gli animali”

Trentino – Affermazione scioccante all’apertura della stagione di caccia nel Trentino.  La contessa Maria Luisa Pompati, della stirpe dei von Ferrari Kellerhof e cacciatrice appassionata, ha rilasciato un’intervista al direttore del giornale l’Adige, in occasione del primo giorno di caccia della regione. Anche quest’anno punterà il suo fucile contro gli animali selvatici e sparerà per ucciderli perché – secondo quanto afferma la contessa – “la caccia è un atto d’amore, una passione intensissima che nasce tra l’uomo e l’animale e che si appaga solo nel possederlo pienamente e totalmente”. Un’idea di caccia come piacere di possessione quindi, il piacere di sopraffare il più debole e di avere la sua vita fra le mani. Si tratta di una profonda visione panteistica della Natura o di semplice ed egocentrico sadismo?

Caccia per amore – La nobile Pompati nell’intervista a l’Adige ha infine aggiunto: “Io sparo soltanto quando sono certa che il mio colpo è mortale, non ho mai ferito gli animali e non voglio far loro del male”. L’amore per la caccia le è stato tramandato dalla famiglia e ancora oggi condivide questa passione con il marito, il conte Francesco Pompeati, avvocato di Trento. Nell’intervista racconta anche del suo passato: “la caccia l’ho nel sangue fin da quando era bambina, ed e’ stata fra le prime cacciatrici donna in Trentino, quando portare il fucile era per eccellenza una “cosa da maschi”“. Tra i suoi trofei galli cedroni, galli forcelli, beccacce, pernici bianche, cervi, camosci e caprioli. La contessa si vanta dei suoi trofei e delle sue prede: galli cedroni, galli forcelli, beccacce, pernici bianche, cervi, camosci e caprioli, “anche quindici capi in una stagione, – afferma Maria Luisa Pompati – alcuni li ho imbalsamati e li ammiro tutti i giorni”.

Michela Santini