Brindisi, figlio di pentito ucciso davanti alla sala giochi

Antonio Presta, 29 anni, è stata ucciso a colpi di pistola davanti ad una sala giochi, intorno alla mezzanotte di ieri, nel centro di San Donaci, nel Brindisino. Un agguato dai contorni piuttosto certi, il ragazzo infatti era figlio dell’ex boss della Scu Gianfranco poi diventato collaboratore di giustizia, un regolamento di conti che lo stesso Antonio quando ha visto arrivarsi vicino una macchina a tutta velocità ha capito che era arrivato il suo momento. Ha cercato di fuggire ma è stato inutile, non aveva armi con sé e gli è stato impossibile difendersi. I sicari arrivati proprio davanti alla sala giochi lo hanno freddato davanti agli amici, con lui è stata colpita anche una seconda persona trasportato d’urgenza in ospedale dove si trova ricoverato in condizioni non gravi.

La criminalità organizzata aveva un conto aperto con lui, o meglio con il padre, che è stato uomo di punta della Sacra Corona Unita e uno dei luogotenenti di Pino Rogoli, fondatore della mafia salentina. Stando alle informazioni in mano alle forse dell’ordine Gianfranco, dopo aver perso il programma di protezione perché spesso allontanatosi dai luoghi prestabiliti, è tornato a condurre la vita criminale di sempre, e anche il figlio, sembra non riuscisse a stare lontano dai guai. L’idea della vendetta di mafia a questo punto è più di un sospetto, anche se le indagini proseguiranno vagliando anche altre possibilità. Intanto sono stati sentiti i presenti per cercare di tracciare un identikit dei sicari e ottenere indicazioni sull’auto a bordo della quale sono arrivati.

I. F.