Costa Concordia/Schettino dopo l’impatto chiamò la moglie: “Madonna, ch’aggio cumbinato”

Perizia sulla scatola nera della Costa Concordia – La perizia suppletiva alla scatola nera della nave Costa Concordia non è stata ancora ultimata e la consegna del deposito al Tribunale di Grosseto è segnata per la prossima settimana. Intanto vengono fuori le prime indiscrezioni, anticipate da La Stampa già questa mattina. “Madonna ch’aggio cumbinato” – queste sono state le parole pronunciate dal comandante Francesco Schettino alle 21.45 e 22 secondi del 13 gennaio scorso, subito dopo che la nave che lui comandava, la Costa Concordia, aveva impattato contro uno scoglio davanti all’Isola del Giglio. Quell’impatto, a cui è seguito un naufragio, è costato la vita a 32 persone.

La compagnia Costa sapeva dell’inchino – Dalla revisione sulla scatola nera vengono fuori parecchi particolari finora sconosciuti agli inquirenti che stanno indagando da mesi oramai sulla tragedia dell’Isola del Giglio e sul naufragio della Costa Concordia. Innanzitutto, particolare non trascurabile, è il fatto che la compagnia Costa era a conoscenza dell’inchino che la nave avrebbe fatto nei pressi dell’Isola del Giglio: alle ore 18.27, infatti, poco dopo la partenza da Civitavecchia, il comandante Schettino ha annunciato: “Amm’a fa’ l’inchino al Giglio”; poco dopo l’addetto alla cartografia ha detto al primo ufficiale: “Giova’, per la pratica hai avvisato?”. E l’altro ha risposto: “Ah, per il passaggio al Giglio…”.

Schettino era a conoscenza della gravità della situazione – Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ha avuto fin da subito l’idea ben chiara di quanto successo e soprattutto si era accorto della gravità della situazione. Già alle 21.51, infatti, il comandante Schettino, al telefono con il direttore della sala macchina, che era già allagata, Giuseppe Pillon, ha affermato: “E allora stiamo andando a fondo praticamente, non l’ho capito?”. Dunque, Schettino, conscio della gravità della situazione, volutamente ha voluto mentire ai passeggeri a bordo, non facendo scattare l’allarme subito, ma dichiarando un falso blackout dell’imponente imbarcazione.

La telefonata di Schettino alla moglie – Ancora dalla scatola nera escono altre informazioni su quel maledetto 13 gennaio e sul comportamento del comandante Schettino mentre la Costa Concordia stava naufragando: alle 21.56 e 19 secondi, Schettino ha detto a Roberto Ferrarini, manager delle emergenze di Costa Crociere a Genova: “Roberto ho fatto un casino!”. E ancora, alle ore 23.08 e 2 secondi, mentre i passeggeri stavano evacuando la nave, Schettino ha telefonato alla moglie, Fabiola, dicendole: “Fabì, ho finito la mia carriera di comandante”.

Maria Rosa Tamborrino