Intercettazioni, niente calendarizzazione: Per il Pdl a rischio la legge bavaglio

Nella sfida tra Partito Democratico e Popolo della libertà che gira intorno a due punti fondamentali, il disegno di legge anti corruzione per i primi e la legge bavaglio sulle intercettazioni per il secondo, si segna oggi una mezza vittoria a favore del Pd che è riuscito a non far calendarizzare la legge. Le intercettazioni restano quindi  in “stallo” e senza comparire nell’ordine del giorno dei lavori della Camera di settembre. Il rischio che si sia aperta una guerra tra i due schieramenti è alto, il Pdl potrebbe infatti a questo punto fare giocoforza sul ddl anti corruzione. La situazione se da un lato vede cadere l’arma principale nelle mani del Pdl anche per contrattare con il governo dall’altro potrebbe ritorcerglisi contro e portare il partito di Berlusconi a voltare definitivamente le spalle all’esecutivo.

Cicchitto ha commentato così: “Abbiamo chiesto la calendarizzazione del ddl sulle intercettazioni ma abbiamo avuto risposta negativa dagli altri gruppi e quindi siamo in una situazione di stallo”. Il Pd invece gongola, Franceschini ha detto: “Abbiamo insistito perché si mettesse all’ordine del giorno un provvedimento unanimemente deciso in commissione, per risolvere il problema degli esodati, ma abbiamo avuto l’opposizione del Pdl, io mi sono opposto alla calendarizzazione delle intercettazioni, che è un testo, al momento, privo di ogni intesa”. Il responsabile giustizia del Pd Orlando ha parlata anche del ddl anti corruzione: “Man mano che passano le settimane si evidenzia ancor più la volontà del Pdl di non approvare un provvedimento cruciale per la nostra economia e per il funzionamento della pubblica amministrazione, che consentirebbe tra l’altro di impedire che corrotti e corruttori siano candidabili alle prossime elezioni”. E adesso il decreto trema anche di più.

I. F.