Lazio, Petkovic soddisfatto: “Ottimo avvio, ma dobbiamo migliorare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:00

Se la nuova Lazio è partita con il piede giusto, il merito è tutto suo: Vladimir Petkovic, 49enne di Sarajevo, è il vero artefice dell’ottimo inizio di stagione che ha proiettato i biancocelesti in testa alla classifica del campionato e alla fase a gironi di Europa League. In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il tecnico serbo si dice soddisfatto di questo avvio: “E’ stato importante fare questi risultati perché eravamo all’inizio – spiega Petkovic. Dopo tanto scetticismo ci voleva positività per sviluppare il gruppo, confermare sul campo le idee e il lavoro fatto in questi primi due mesi e mezzo. I risultati servono per certificare che ha avuto senso e che abbiamo imboccato una direzione giusta“.

Non solo derby – Partenza lanciata, dunque, ma Petkovic non si accontenta mica: “La Lazio ha ancora dei margini di miglioramento, dopo la sosta avremo tante partite e la squadra potrebbe incontrare delle difficoltà, ma proprio questo periodo che affronteremo può aiutarci a crescere ancora, creando una squadra più solida e convinta dei propri mezzi“. L’ex allenatore del Sion è in Italia da poco, ma ha già capito che nella Capitale c’è una partita che vale più delle altre: “Dal primo giorno in cui sono arrivato sento parlare solo del derby, ma io non voglio diventare re di Roma vincendo un derby. Se riusciremo a vincere il derby, dedicherò il successo a questa gente che ci sta dietro e ci accompagna ogni giorno e che continuerà a farlo prima e dopo il derby“.

Italiano medio – La Lazio è prima in classifica, ma le pretendenti al titolo sono altre: “La Juve difenderà il titolo di campione d’Italia, il Napoli mette ogni anno sempre qualcosa in più e ha un’ottima rosa – l’analisi di Petkovic –. La Roma ha cambiato parecchio e sta dimostrando il proprio valore. Lo stesso discorso vale per noi, dobbiamo confermarci. La Fiorentina sta facendo cose molto interessanti. Si devono valutare squadre come Catania, Udinese e Sampdoria”. La realtà italiana piace molto al tecnico biancoceleste: “Sono molto vicino ai pensieri di un italiano medio e degli allenatori italiani. Forse ho altri principi, ma sicuramente è importante assimilare la realtà in cui si vive e si lavora“.

P. F. C.

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