Pakistan: Rimsha libera su cauzione

Libera su cauzione la piccola Rimsha, accusata di blasfemia – I giudici di Islamabad, dopo giorni di attesa, hanno finalmente accolto la richiesta di libertà dietro cauzione portata in tribunale dall’avvocato che segue il caso di Rimsha Masih, la bimba 14enne affetta dalla sindrome di Down, che lo scorso 13 luglio è stata arrestata con l’accusa di blasfemia per aver dato alle fiamme alcune pagine del Corano. A spingere il tribunale pakistano a prendere questa decisione sono stati gli ultimi risvolti nelle indagini che hanno portato all’arresto dell’imam Khalid Jadoon, sospettato di aver manipolato le prove contro la piccola Rimsha. Pare, infatti, che sia stato proprio il religioso che ha accusato la bambina, ad aver inserito alcune pagine bruciate del libro sacro dell’Islam dentro la borsa di plastica della ragazzina cristiana. Al termine dell’udienza il giudice Azam Khan, che solo pochi giorni fa aveva prolungato la pena della piccola Rimsha, condannandola ad altri 14 giorni di reclusione, si è limitato ad annunciare di aver deciso, “dopo aver ascoltato le parti, di concedere la libertà”.

Rilasciata su cauzione – La piccola Rimsha Masih è stata rilasciata dopo il pagamento di mezzo milione di rupie, qualcosa più di 5.200 dollari, all’incirca 4.140 euro. L’avvocato che ha seguito il caso della ragazzina cristiana, affetta da sindrome di Down, che è stata rinchiusa in un carcere di massima sicurezza a Rawalpindi, ha espresso la sua preoccupazione e la sua paura dichiarando che tanto lei che tutta la sua famiglia cristiana adesso rischiano la reazione degli estremisti islamici. Purtroppo questi atti di intolleranza religiosa non sono rari in Pakistan.

Nonostante la scarcerazione, il processo continua – Nonostante la sua scarcerazione, il processo alla piccola ragazzina down di religione cristiana, però, è ancora in corso e, come hanno spiegato i suoi difensori, “per quanto riguarda la colpevolezza o l’innocenza della bambina l’inchiesta della polizia è ancora in corso e la ragazzina, quindi, non può lasciare il paese”. Le udienze sono riprese proprio nella giornata di oggi, subito dopo la sentenza di liberazione, con la valutazione dei certificati medici che attestano lo stato di salute della piccola e il suo ritardo mentale.

Maria Rosa Tamborrino