Alcoa: falso ordigno vicino allo stabilimento

Alcoa: falso ordigno vicino allo stabilimento – L’ordigno ritrovato in mattinata ai piedi di un traliccio davanti all’ingresso dello stabilimento Alcoa di Portovesme, in Sardegna, non poteva esplodere. All’interno della finta bomba, come hanno stabilito gli artificieri, non è stata trovata gelatina ma solo del mastice, mentre i fili elettrici che uscivano dai candelotti arrivavano ad una scatola con una batteria che non faceva fortunatamente da detonatore. Gli otto candelotti sono stati  trovati ai piedi del traliccio Terna, che fornisce l’elettricità a Iglesias, davanti allo stabilimento Alcoa di Portovesme, dopo che una donna dal lieve accento straniero aveva telefonato in forma anonima all’Ansa e  alla redazione di Iglesias del gruppo Unione Sarda. Gli investigatori, che parlano di un “brutto segnale“, hanno spiegato che l’ordigno era confezionato talmente bene da sembrare vero.

Dura condanna dalla Cisl – “Condanniamo questo gesto, cui certamente sono estranei i lavoratori dell’Alcoa e il sindacato”. Rino Barca, operaio della fabbrica di alluminio di Portovesme e rappresentante della Cisl del Sulcis, condanna con fermezza l’atto intimidatorio di stamane vicino allo stabilimento. “Atti del genere – ha aggiunto – non fanno parte della cultura dei lavoratori Alcoa, tantomeno di quella del sindacato, e non possono mettere in discussione la civile battaglia per il lavoro che stiamo combattendo “. “Durante la manifestazione in programma lunedì prossimo a Roma – ha concluso Barca – rafforzeremo il nostro servizio d’ordine, in modo che tutti si svolga nel rispetto delle regole”.