Alcoa, telefonata anonima: C’è dell’esplosivo

Questa mattina due telefonate anonime, una all’Ansa e l’altra al gruppo Unione Sarda, da parte di una donna molto probabilmente straniera hanno allertato sulla presenza di esplosivo nella zona dello stabilimento Alcoa a Portovesme. Sono stati così ritrovati legati ai piedi di un traliccio otto candelotti di dinamite collegati con fili elettrici a una scatola metallica.

La notizia dell’esplosivo arriva dopo che, proprio nella giornata di ieri, i tre operai che per protesta erano rimasti asserragliati sulla torre dell’Alcoa avevano deciso di scendere a terra. 4 giorni passati a 70 metri di altezza per contrastare la chiusura dell’azienda, che aveva annunciato che senza nessun potenziale acquirente non sarebbe stata percorribile altra strada se non quella della dismissione dell’impianto.

Gli operai hanno deciso di continuare la protesta a terra, soprattutto per le condizioni fisiche di uno dei tre con problemi di cuore. “Disposti a tutto” è il loro motto, e lunedì prossimo, 10 settembre, ci sarà lo sciopero, come su indicazione dei sindacati. La tensione in Alcoa è alta, saranno almeno 600 le persone, che saranno presenti a Roma alla manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil per il lavoro in occasione dell’incontro al Mise sulla vertenza Alcoa. Lavoratori e amministratori del Sulcis disposti a lottare, mentre continuano le procedure per bloccare gli impianti.

I. F.