Casini rifà il look al simbolo dell’Udc

Al via la tradizionale festa di Chianciano dei centristi, nel corso della quale il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, ha ieri ufficialmente presentato il nuovo simbolo del partito. A campeggiare sul logo (che riporta ancora lo scudo crociato) non è più il nome del leader, Pier Ferdinando Casini, ma quello del nostro Paese, Italia.

Il “sacrificio” di Casini – Il restyling dell’Udc – che si prepara ad affrontare la prossima tornata elettorale dopo il “laboratorio” politico del governo Monti – parte dal simbolo. Che riporta solo qualche piccola (ma significativa) novità ovvero, la soppressione del nome dello storico leader, Pier Ferdinando Casini, a beneficio del nome “Italia”“Questa mattina l’esecutivo nazionale, su proposta del presidente Casini – ha spiegato ieri il segretario Lorenzo Cesa – ha deciso di dare un primo segno tangibile di questa nuova fase che si è aperta rinnovando il simbolo del partito. Voglio ringraziare personalmente, e a nome di tutti, Pier Ferdinando Casini, perché senza di lui oggi non saremmo qui”.

L’orgoglio di essere moderati – Fin qui l’estetica, quanto ai contenuti: “Credo che sia necessario presentare una lista per l’Italia in grado di parlare alle tante diverse realtà – ha continuato Cesa – L’Udc vuole essere uno dei protagonisti della nuova stagione, non pretendiamo di essere attori solitari, ma sappiamo bene che senza di noi ogni sforzo è destinato a fallire”. E agli ex alleati di destra che hanno accusato i centristi di aver intavolato rapporti troppo stretti con la sinistra: “Ma quale costola della sinistra, ma di che parlate? – ha replicato stizzito il segretario dell’Udc – Mi spiace per voi, ma ormai tutti sanno che non è così: noi siamo i moderati, l’area più riformatrice, quella che può dare la maggiore spinta di modernizzazione all’Italia, e noi lavoriamo per allargarla e renderla più forte”.  

Porte chiuse a Vendola e Berlusconi – “Con Vendola non vogliamo avere nulla a che fare. Cosa c’entra con noi? – ha tagliato corto Cesa – A sinistra il quadro si va delineando. Bersani e Vendola formeranno la loro coalizione. Per il bene del Paese mi auguro che sia una coalizione con un programma all’insegna della continuità con il lavoro di Monti. In ogni caso, questa esperienza di governo – ha osservato il segretario dei centristi – dovrebbe aver insegnato che tornare indietro non si può”. Tranchant anche il giudizio sulla possibile ricandidatura di Silvio Berlusconi: “E’ il primo a saper di non poter vincere – ha affondato il casiniano – Berlusconi non correrà per vincere, correrà per perdere il meno possibile, o al massimo per pareggiare. Una prospettiva legittima, ma che certo non può interessarci – ha spiegato Cesa – perché non è nell’interesse dell’Italia”.

Maria Saporito