Ddl anticorruzione, Monti: Lo approveremo. Ma il Pdl frena

Il presidente del Consiglio Mario Monti nel suo intervento durante la Fiera del Levante a Bari si dice fermamente convinto di riuscire ad approvare il ddl anticorruzione, attualmente all’esame del Senato. Il decreto però non piace al Pdl ed è da sempre “merce di scambio” con la famosa legge bavaglio sulle intercettazioni, che a sua volta non piace al Pd e che è rimasta esclusa dall’agenda politica di settembre. Il risultato? Monti si trova davanti un Pdl agguerrito, deciso ad allungare i tempi di approvazione del ddl, in una sorta di gioco forza tra i due principali partiti di maggioranza.

“Alcuni provvedimenti sono necessari e saranno conclusi”, ha detto Monti, provocando le reazioni del Pdl. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, ha risposto a tono: “Sulla giustizia non accettiamo forzature. O i tre temi  – anti-corruzione, intercettazioni, responsabilità civile dei giudici -vanno in parallelo, con soluzioni condivise, oppure non c’è il nostro accordo”.

Poi è la volta del presidente dei Senatori, Maurizio Gasparri, che attacca duramente il ministro Paola Severino: Severino boicotta la riforma dell’avvocatura, calpesta i pareri del Parlamento, come sta facendo per le sedi giudiziarie, non vuol fare la legge sulle intercettazioni, non si confronta per varare una seria normativa contro la corruzione, e dice no alla responsabilità civile dei giudici”.

Nel dibattito si inserisce anche Antonio Di Pietro, per motivi diversi, sempre contrario al decreto: “Il Parlamento sta votando una legge per garantire l’impunità ai corrotti”. E ancora: “Fra il dire e il fare c’è di mezzo un mondo di equivoci, anzi, un Monti”.

I. F.