Famiglia uccisa in Francia, il fratello ai magistrati “non c’entro”

Senza soluzione – Non si dissipa il mister legato al massacro, avvenuto nella giornata di mercoledì, della famiglia inglese in vacanza sulle Alpi francesi, i cui componenti sono stati ritrovati morti all’interno della loro autovettura, crivellati di colpi. Le uniche due superstiti sono state le due figlie della coppia Zeena e Zaina, di 4 e 7 anni. Le vittime sono state identificate in Saad Al-Hilli, ingegnere cinquantenne di origini irachene, la moglie Iqbal, e quella che la polizia ha identificato quasi con certezza nella persona della madre di Iqbal. Insieme a loro, è stato trovato morto davanti alla vettura un ciclista francese, Sylvaine Mollier.
Dopo un primo momento in cui si è cercato di ricostruire una scena che pareva inconcepibile, la prima pista ritenuta attendibile dalla polizia, e tutt’ora la più verosimile nell’ambito delle indagini, è quella che riconduce a dissapori tra Saad e il fratello Zaid legati alla spartizione del patrimonio familiare, e a sorpresa alla polizia inglese ieri si è presentato proprio Zaid Al-Hilli, a suo dire per chiedere informazioni sull’accaduto, di cui aveva appreso dai media.

Estraneo ai fatti – Zaid, davanti agli ispettori, ha ammesso la difficoltà di rapporti con il fratello dovuta appunto alla divisione delle risorse familiari dopo la scomparsa del padre, avvenuta un anno fa, ma ha fermamente negato di essere coinvolto nella strage.
Per ora Zaid resta in libertà, ma ovviamente nei prossimi giorni sarà ascoltato chiunque sarà ritenuto dalla polizia in grado di dare una mano alle indagini. Tra di essi, un’amica di Saad, Mae Faisal El-Wailly, che ha mostrato agli inquirenti una lettera inviatale proprio dalla vittima lo scorso settembre, che sembra avvalorare la tesi dello scontro tra fratelli: “Io e Zaid non comunichiamo più. Lui è un altro maniaco del controllo e ha tentato molto di gestire le cose anche quando mio padre era ancora vivo”, scriveva l’ingegnere inglese; “ha provato a prendere il controllo dei beni di mio padre, ne ha chiesto il controllo. Comunque, è una lunga storia, ed ora devo solo allontanarlo dalla mia vita. E’ triste”, concludeva Saad, “ma ora ho bisogno concentrarmi su mia moglie e le nostre due adorabili bambine“.

Damiano Cristoforoni