Isole Senkaku, Giappone pronto a sborsare due miliardi e mezzo di yen

Isole Senkaku, Giappone pronto a sborsare due miliardi e mezzo di yen – Il governo giapponese guidato da Yoshihiko Noda è disposto a sborsare due miliardi e mezzo di yen, equivalenti a oltre venti milioni e mezzo di euro per sottrarre alla Cina tre delle cinque isole Senkaku (in cinese Diaoyutai), nel Mar Cinese meridionale, da tempo al centro di un’aspra contesa tra Tokyo e Pechino. Secondo un portavoce del governo nipponico, il Consiglio dei ministri si riunirà entro metà settembre e approverà l’utilizzo delle riserve di bilancio di quest’anno fiscale per l’acquisto. Solo pochi giorni fa il governo giapponese ha respinto la proposta del governatore di TokyoShintaro Ishihara, sulla rinuncia ai piani di acquisto delle  isole contese. Il rigetto era legato al proposito del premier Yoshihiko Noda di evitare altri attriti con Pechino, pur nella consapevolezza dell’inevitabile scontro con il potente governatore nazionalista e delle serie difficoltà ipotizzabili nei negoziati intavolati dal governo centrale con la famiglia Kurihara per l’acquisto di tre isole. Il governo metropolitano di Tokyo aveva annunciato ad aprile il proposito di rilevare Uotsuri, Kitakojima e Minamikojima, le tre principali isole del piccolo arcipelago disabitato, allo scopo di rafforzare la sovranità nipponica.

Nervi tesi con Cina e Taiwan – E’ stato lo sbarco di alcuni attivisti cinesi sulle isole contese,  proprio nel giorno del67esimo anniversario della resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, a risvegliare il nazionalismo giapponese: 150 attivisti nipponici hanno risposto alla provocazione cinese inviando una flottiglia di venti imbarcazioni sulle isole contese, nonostante fosse stata loro negata l’autorizzazione a sbarcare. Alla spedizione hanno partecipato anche 8 deputati e 16 politici locali. La polemica con la Cina sulle isole Senkaku non è l’unica grana territoriale per Tokyo, già alle prese con una disputa ancora una volta con la Corea del Sud per le isole Takeshima.