Trattativa, Ingroia: Nessuna verità con questa classe politica

Dalla festa del Fatto quotidiano a Marina di Pietrasanta (Lucca), il pm aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ha ieri infiammato la platea tornando a parlare di trattativa e di stragi. E di sinistre convivenze. “Sappiamo che non è emersa tutta la verità – ha ammesso il togato – ma abbiamo bisogno del vostro sostegno”. E ancora: “Per voltare pagina – ha spiegato Ingroia rivolgendosi al pubblico – dovete  cambiare ceto politico”.

La Procura aggredita – Nella giornata conclusiva della festa organizzata da Fatto quotidiano al parco della Versiliana, a strappare gli applausi più convinti sono stati i pm di Palermo, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo. Titolari di un’inchiesta “esplosiva”, quella sulla trattativa Stato-mafia, che tanto scalpore ha provocato fuori e dentro i palazzi del potere. “C’è stata un’aggressione alla Procura di Palermo  perché alcuni artefici della campagna di disinformazione – ha attaccato Ingroia – sanno bene che sullo sfondo non c’è solo la verità relativamente a un manipolo di mafiosi sanguinari, che cercava di estorcere un allentamento del 41 bis, ma quello che si è sviluppato”.

Un patto scellerato – “E’ stato un confronto a colpi di bombe, stragi criminali con il nuovo che stava avanzando – ha spiegato il pm aggiunto di Palermo – Un nuovo patto di convivenza tra mafia e politica, che sono poi le dinamiche che hanno dato luogo alla seconda Repubblica. I fenomeni dilaganti di corruzione e collusione non sono un fatto casuale o accidentale o il declino morale di un Paese – ha precisato Ingroia – ma la conseguenza di quel patto di convivenza, un lasciapassare per i poteri criminali e mafiosi”. 

Contro la verità – “Io credo che la posta in gioco sia alta – ha continuato nel suo ragionamento il togato – la campagna di stampa, di denigrazione contro la Procura di Palermo nasce da interessi e obiettivi inconfessabili. Si vuole fare piazza pulita di Palermo e delle chances di verità su quella stagione e fare piazza pulita delle intercettazioni. Abbiamo fatto la nostra partita, abbiamo fatto il nostro lavoro e concluso la nostra indagine – ha ricordato Ingroia – Adesso ci sarà un processo lungo e i giudici valuteranno se le prove saranno sufficienti”.

Classe politica da cambiare – “Sappiamo, siamo consapevoli che non è emersa ancora tutta la verità su quella stagione – ha riconosciuto il pm di Palermo – ma abbiamo bisogno del vostro sostegno, dell’attenzione. Che i riflettori siano sempre accessi. Ad oggi, in queste condizioni – ha spiegato – questo è il massimo risultato”. Poi rivolgendosi alla nutrita platea: “Tocca a voi non essere tifosi e spettatori – ha concluso il magistrato – Dovete cambiare questo ceto politico, questa classe dirigente perché io credo che per voltare pagina bisogna smetterla con questa politica di convivenza con la mafia che ha caratterizzato tutta la storia del nostro Paese”. 

Maria Saporito