Alcoa: occupazione traghetto termina, la protesta no

Rientrando da Roma in Sardegna, i lavoratori dell’Alcoa hanno occupato il traghetto che da Civitavecchia li aveva appena portati a Olbia. Un’ azione forte, pur rientrata nel giro di un paio d’ore, che ha fatto seguito alla protesta di ieri davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico durante la quale si sono verificati alcuni episodi che hanno portato a scontri diretti con le forze dell’ordine. L’imponente numero di agenti ha permesso di mantenere sotto controllo la situazione, esasperata dalla tragedia degli operai che, nonostante le garanzie del ministro Passera, non riescono più ad intravedere un futuro.

La multinazionazionale Usa Alcoa è tra le più grandi aziende produttrici di alluminio in Italia, ma ha previsto lo spegnimento di ogni attività in essere nel suo sito italiano entro novembre.  Una data di chiusura che fino a ieri appariva ancor più vicina, l’intervento di alcuni esponenti del governo ha permesso una sorta di rallentamento del processo, ma il posporre la data di chiusura di qualche settimana non ha certo tranquillizzato i lavoratori che chiedono invece che l’azienda rimanga in attività e che venga quindi mantenuto il loro posto di lavoro in Sardegna.

Una possibilità che ha fatto capolino nelle ultime ore è stata quella dell’interessamento al sito di Portovesme, nel Sulcis (dove gli operai stanno rientrando in queste ore) da parte di un gruppo svizzero, Klesch, operante nello stesso settore, che però pretende determinate garanzie, le quali non dipendono completamente dal ministero. Gli operai Alcoa hanno annunciato che la protesta continuerà fino a quando non verrà raggiunta una soluzione che dia loro una sicurezza, termine che esprime un concetto che di questi tempi è divenuto purtroppo una vera e propria rarità.

A.S.