Nuove Br: Cassazione conferma riduzione della pena

La Cassazione ha confermato la riduzione della pena alle Nuove Br poiché l’associazione da loro costituita era sovversiva ma senza finalità terroristiche. In sostanza le pene ridotte nel processo d’appello bis nei confronti di 11 neobrigatisti accusati di avere in preparazione un attentato al giuslavorista e parlamentare Pietro Ichino, sono state confermate anche dalla Suprema Corte, che ha di fatto rifiutato il ricorso con il quale la Procura Generale di Milano chiedeva il ripristino dell’accusa di terrorismo, per ottenere le pene più dure sancite dal primo processo di appello.

Era stata la Corte d’Assise e d’Appello di Milano, nel maggio scorso ad annullare le precedenti condanne, ritenendo inesistente la matrice eversiva dell’organizzazione neobrigatista, divenuta perciò semplice banda armata. Confermati quindi 11 anni e mezzo di reclusione a Claudio Latino, 9 a Davanzo, 5 anni e 3 mesi a Gaeta, 8 anni a Ghirardi, 11 anni e 6 mesi a Latino, 10 anni a Sisi, 7 a Toschi, 2 anni e 2 mesi a Caprio, Mazzamauro e Rotondi, 2 anni e 4 mesi a Scantamburlo e infine la piena assoluzione a Scivoli.

Secondo i giudici il Partito comunista politico-militare, ha agito per sovvertire  lo Stato, avvalendosi di armi per raggiungere lo scopo, ma non può essere considerato un gruppo terroristico. Il primo bersaglio delle Nuove Br era Pietro Ichino, collega di Marco Biagi e sotto scorta da ormai dieci anni, che si era costituito parte civile perché ritenuto obiettivo di un attentato, e al quale la Corte aveva confermato il risarcimento di centomila euro. Ichino durante il primo grado aveva tentato un dialogo con gli imputati rinunciando a costituirsi parte civile, nonché al risarcimento qualora avessero rinunciato a qualsiasi forma di aggressione nei suoi confronti. Proposta fermamente rifiutata da ognuno di loro. Durante il processo le parole del senatore, avevano scatenato la reazione rabbiosa di Davanzo da dietro le sbarre.

Marta Lock