Pussy Riot: al via il prossimo 1 ottobre il processo d’appello

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:15

Pussy Riot: al via il 1 ottobre il processo d’appello – Il tribunale municipale di Mosca avvierà il prossimo 1 ottobre il processo d’appello contro la condanna delle tre componenti della band punk femminista russa Pussy Riot. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del tribunale Khamovnichesky di Mosca, che ha condannato in primo grado le tre ragazze a due anni di carcere con l’accusa di teppismo motivato da odio religioso dopo una ‘messa-concerto’ di protesta tenuta nella cattedrale di Mosca. “Il tribunale municipale di Mosca ascolterà, il 1 ottobre, l’appello della difesa delle Pussy Riot contro la condanna a due anni di carcere per Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alekhina e Ekaterina Samutsevich, decisa dalla corte distrettuale Khamovnichesky” ha fatto sapere l’addetta stampa.

Diviso il mondo politico russo – Sulla sentenza che ha condannato il 17 agosto scorso a due anni di reclusione le tre cantanti della band russa è intervenuto persino Mikhail Gorbaciov, definendola ‘sproporzionata’. “Sono sorpreso e scioccato per il fatto che questo evento, che avrebbe dovuto essere gestito parlando seriamente ed in modo accorto, abbia gettato il paese in una situazione completamente sproporzionata”, ha scritto sul sito della sua Fondazione Gorbaciov. “Voglio ricordarvi che le due (esponenti della banda punk) hanno figli. Sì, si sono pronunciate contro (il presidente russo) ma il loro obiettivo era coinvolgere la società civile”, ha sottolineato l’ex presidente dell’Unione Sovietica. Solo qualche giorno fa, si è pronunciato sull’ormai nota vicenda anche il presidente russo,Vladimir Putin, deplorando il comportamento delle Pussy Riot e sostenendo che lo Stato ha l’obbligo di proteggere i sentimenti dei credenti“Prima sono state nella chiesa Elokhovskaya dove hanno dato vita a un vero e proprio sabba, poi sono state in un’altra chiesa, per dedicarsi a un altro sabba. Lo Stato ha l’obbligo di proteggere i sentimenti dei fedeli” ha detto il presidente russo in un’intervista al canale Tv Russia Today.

R. E.

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