Bersani e il partito dell’affetto: Voglio bene a tutti

Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, la campagna elettorale (per le primarie di coalizione) è già iniziata. Intercettato oggi in Veneto (tra Mestre e Padova), il leader democratico ha tentato di smerciare l’immagine di un partito alimentato dall’affetto del suo “capo”: “Io voglio bene a tutti – ha assicurato – è il mio dovere di segretario”. E a chi gli ha chiesto qualche anticipazione sul programma con cui si candida a guidare il Paese, Bersani ha risposto dimostrando di apprezzare non poco la “ricetta” propinata dai Professori, che intende però integrare con “più equità e più diritti“. 

Volemose bene – “Chiedo una sola cosa: si parli di Italia e non di Pd. Per parlare del Pd abbiamo i congressi. Si parli di Italia perché il Paese ha bisogno di noi. E a picconarci ci pensano già gli altri. Cerchiamo di volerci un po’ bene, altrimenti perché deve volercene il Paese?”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenuto oggi alla Festa democratica di Padova, ha invitato militanti e attivisti ad abbandonare la via dei veleni e delle polemiche che hanno tenuto banco nel dibattito interno delle ultime settimane. Un invito che sembra formulato per raggiungere in primis il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, impegnato ad affondare stilettate sul fianco dei dirigenti da “rottamare”. “Stiamo parlando di quelli che insieme a Prodi ci hanno portato in Europa – è stata l'(auto)difesa di Bersani – e di quelli che con coraggio e fantasia hanno fatto nascere il Pd. Nel partito c’è spazio per ogni idea – ha precisato il segretario – però ci vuole rispetto. Chi non lo manifesta verso gli altri non può pretenderlo per sé”.

Emergenza occupazione – “Sento qualcuno dire che la situazione migliora – ha poi aggiunto Bersani – Non so che termometro abbia per misurare la febbre. I termometri che uso io sono il lavoro, i consumi della gente normale, gli investimenti che danno lavoro: questi termometri segnano ancora febbre alta”. “Io ho una grandissima stima di Montisi è affrettato a precisare il segretario del Pd – vedono tutti che è riuscito a dare nel mondo un profilo di serietà, credibilità e rigore. Per noi questi risultati sono un punto di non ritorno al cui interno vogliamo mettere più lavoro, più equità, più uguaglianza, più diritti”. E ancora: “E’ indispensabile dare un po’ di respiro all’economia sbloccando i cantieri dei Comuni oggi paralizzati – ha spiegato il leader dei democratici – Ben vengano le grandi opere, ma a noi serve aumentare l’occupazione in tempi rapidi. Il 35% dei giovani è senza lavoro – ha osservato Bersani – è questa l’emergenza nazionale, più dello spread”.

Maria Saporito