Cicchitto e la crisi degli altri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:38

I partiti tornano a scaldare i motori in vista delle prossime elezioni. A puntare l’indice contro gli avversari è stato ieri il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che – enfatizzando la distanza tra Pd e Sel sul referendum annunciato per modificare l’articolo 18 – ha vaticinato l’impossibilità (per democratici e vendoliani) di guidare il Paese.

L’istantanea di Cicchitto – “Dalla foto di Vasto alla foto del Tribunale di Roma allo scontro frontale della Cgil con il governo. Quale politica di governo potrà esprimere la coalizione Pd-Sel, se da un lato Sel contesta alla radice la politica del governo Monti e dall’altro, al Tribunale di Roma, fa una foto opportunity con Idv, Rifondazione Comunista e altri gruppi estremisti per il referendum sull’articolo 18, mentre dall’altro la Cgil contesta frontalmente il governo Monti, litiga con gli altri sindacati e prepara lo sciopero generale?’‘. A chiederselo è stato ieri il capogruppo del Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, svelto nel fotografare la distanza tra Bersani e Vendola sul tema relativo all’opportunità di depositare un quesito referendario sull’articolo 18 della riforma Fornero.

La reale intenzione del Pd – “C’è un abisso fra la situazione attuale e ciò che avverrebbe nel caso in cui la coalizione Pd-Sel vincesse le elezioni, magari grazie a un premio di maggioranza eccessivo – ha puntualizzato il pidiellino – Ma l’autentica intenzione di una parte del Pd è lasciare intatto il Porcellum“.

Maria Saporito