Giappone fuori dal nucleare entro il 2030

Dopo Fukushima il Giappone dice addio al nucleare – È passato solo un anno e mezzo dalla tragedia di Fukushima Daiichi che è costata la vita a molte persone, provocando gravi danni anche all’ambiente, e il Giappone torna a fare i conti con il nucleare. Il governo giapponese ha, infatti, decretato che è pronto a dire addio al nucleare e che lo farà entro il 2030. Una notizia che lascia positivamente tutti senza parole. Tante sono state le organizzazioni per l’ambiente che hanno elogiato il nuovo piano energetico nazionale approvato dal governo giapponese e dal suo premier, Yoshihiko Noda, che rappresenta una completa inversione di tendenza rispetto alla decisione di qualche decennio fa, prima dell’incidente di Chernobyl, quando proprio in Giappone si decise di aumentare la copertura del fabbisogno energetico nazionale con l’energia nucleare.

I tre punti del documento per uscire dal nucleare entro il 2030 – Con questo grande annuncio, che rappresenta una decisione che di sicuro avrà profonde ripercussioni a livello politico e soprattutto economico, il Giappone si appresta a diventare il terzo paese industrializzato ad aver deciso una lenta uscita dal nucleare, dopo Germania e Svizzera. Il documento, stilato dal premier Yoshihiko Noda e dai suoi collaboratori, prevede tre punti fondamentali: non costruire più centrali nucleari; chiudere i reattori esistenti dopo 40 anni di attività; non accettare il riavvio di impianti sospesi se non dopo esami sulla loro sicurezza condotti da autorità ad hoc. Nel documento si legge anche che “Il governo prenderà ogni misura possibile per portare la produzione nucleare a zero entro gli anni 2030”.

Maria Rosa Tamborrino