Il Papa in Libano: Fondamentalismo è falsificazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:27

Il Papa in Libano: Fondamentalismo è falsificazione – “La felice convivenza tutta libanese deve dimostrare a tutto il Medio Oriente e al resto del mondo che all’interno di una nazione possono esistere la collaborazione tra le varie Chiese, tutte parti nell’unica Chiesa cattolica, in uno spirito di comunione fraterna con gli altri cristiani e, al tempo stesso, la convivenza e il dialogo rispettoso tra i cristiani e i loro fratelli di altre religioni”. Con queste parole, papa Benedetto XVI ha salutato, al suo arrivo in Libano, le autorità religiose e civili del Paese. “Il famoso equilibrio libanese che vuole continuare ad essere una realtà, può prolungarsi – a detta del Pontefice – grazie alla buona volontà e all’impegno di tutti i libanesi. Solo allora sarà un modello per gli abitanti di tutta la regione, e per il mondo intero. Non si tratta di un’opera solamente umana, ma di un dono di Dio che occorre domandare con insistenza, preservare a tutti i costi e consolidare con determinazione”.

La condanna del fondamentalismo religioso – La visita di tre giorni di papa Benedetto XVI in Libano giunge in un momento di particolare tensione in tutto il Medioriente, a seguito dell’uccisione, a Bengasi, dell’ambasciatore statunitense in Libano per mano di fondamentalisti islamici. Il Libano è il Paese mediorientale con la maggiore concentrazione di cristiani, quasi il 40% della popolazione di 4 milioni di persone, tra cui i cattolici maroniti costituiscono il gruppo più grande. Da Benedetto XVI è giunta, dunque, la ferma condanna di ogni fondamentalismo religioso: “Il fondamentalismo – ha detto il Pontefice – è sempre una falsificazione delle religioni perché Dio invita a creare pace nel mondo e compito delle fedi nel modo è creare la pace. Nell’immagine degli altri rispettiamo l’immagine di Dio”.

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