Bersani: Lo Statuto dei lavoratori? Un fatto epocale

Ospite della Festa dei socialisti a Perugia, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha fornito (con 24 ore di ritardo) il suo commento alla dichiarazione del premier Mario Monti, “scivolato” sullo Statuto dei lavoratori. “E’ stato un fatto di civilizzazione epocale – ha detto Bersani – una coccarda dei socialisti”. E invitato a fornire dettagli sulle intenzioni future: “Stiamo organizzando il campo progressista con regole precise – ha annunciato il democratico – Stavolta non si scherza”. 

La coccarda dei socialisti – “Tutte le norme fondamentali che reggono il nostro Paese possono avere degli aggiustamenti e quindi anche lo Statuto dei lavoratori, ma resta che lo Statuto dei lavoratori è  stato un fatto di civilizzazione e cittadinanza epocale in fabbrica e nei luoghi di lavoro. I socialisti hanno il diritto di mettersi la coccarda”. A dichiararlo è stato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha ben pensato di scandire la sua (tardiva) dichiarazione sulle parole del presidente del Consiglio nella non casuale location della Festa socialista di Perugia.

Un premier prezioso – Una presa di posizione “mitigata” dalla necessità, per il democratico, di rimarcare la sua stima per l’attuale premier: Monti però non aveva l’intenzione di sollevare un problemasi è affrettato a precisare Bersani – La sua è stata un’affermazione di tipo culturale”. Di più: “Credo che Monti sia una persona preziosa, che ha dei meriti – ha aggiunto il segretario del Pd – Quello del rigore è un punto di non ritorno, poi servono più lavoro, più uguaglianza e più diritti”. Quanto ai progetti futuri: “Il campo progressista si sta organizzando con delle regole precise atte a garantire la solidità di una maggioranza – ha garantito il democratico – Stavolta non si scherza e io non ho mai insultato nessuno”.

Il nodo Fiat – E la sua opinione sull’annuncio della Fiat, intenzionata a spegnere i motori di “Fabbrica Italia”? “Temo che quest’autunno non sarà semplice – ha premesso Bersani – Ci sono difficoltà nelle grandi industrie, ma c’è anche la moria delle piccole imprese”. “Essere ministro ti dà una soddisfazione – ha spiegato il segretario del Pd – se chiami le parti,  devono venire. Poi vediamo cosa dicono. Nessuno vuole il dirigismo, ma le parti devono dire se Fabbrica Italia è finita. Siamo tornati per le auto al livello produttivo degli anni Settanta – ha ricordato Bersani – Spagna e Gran Bretagna, che non hanno una casa nazionale, fanno più auto di noi”.

Maria Saporito