Formigoni contro il suo accusatore: In Regione non lo conosce nessuno

A “inguaiare” il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e gli addetti del Pirellone impegnati sul fronte della Sanità potrebbe essere Gianfranco Mozzali. Collaboratore dell’ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino, Mozzali ha recentemente consegnato ai magistrati di Milano (che stanno indagando sui fondi erogati alla struttura) alcuni dettagli riguardanti il presunto “sistema” teso a favorire la fondazione. Un sistema che Mozzali ha definito “consolidato”, attraverso il quale Passerino – per intercessione di Pierangelo Daccò – avrebbe ottenuto generose erogazioni dalla Regione Lombardia. Ma a sbugiardare ogni cosa è stato ieri il governatore ciellino che, nel corso di una conferenza stampa, ha tagliato corto: “Questo Mozzali in Regione non lo conosce nessuno”. 

Il sistema Maugeri – Gianfranco Mozzali è stato il braccio destro di Costantino Passerino, ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri. Stando alla versione riferita nei giorni scorsi ai magistrati sarebbe stato testimone oculare del “sistema” messo in piedi dalla Fondazione per ottenere risorse dalla Regione Lombardia. Mozzali ha raccontato ai pm che  Passerino si rivolgeva periodicamente a Pierangelo Daccò (amico del governatore Formigoni) per chiedergli di ottenere le risorse utili a far quadrare il bilancio della struttura. Un “favore” che il direttore amministrativo ricompensava con un lauto premio, concedendo all’amico del presidente una percentuale pari al 18% delle erogazioni ottenute.

Un perfetto sconosciuto – La versione di Mozzali, riferita nei giorni scorsi dagli organi d’informazione, ha fatto saltare Formigoni sulla sedia. “Questo signore non è conosciuto da nessuno in Regione Lombardia – ha detto ieri ai giornalisti convocati per la sigla di un accordo con l’autorità che vigila sugli appalti pubblici – Mi dicono che è il collaboratore di un segretario della Maugeri, qui in Regione non conosciamo né collaboratore né segretario e la ricostruzione da lui offerta è del tutto infondata“. Ma quando i giornalisti hanno chiesto di formulare qualche altra domanda sull’argomento, il ciellino è corso via: “Non ritengo che ci siano altre domande – ha detto – Sto andando al presidio del Pdl a raccogliere le firme”.

Maria Saporito