Idv, Donadi vs Di Pietro: Ha fatto scelte sbagliate

Intervenuto qualche giorno fa alla trasmissione La Zanzara (su Radio 24), il capogruppo dell’Idv alla Camera, Massimo Donadi, ha reso conto delle tante divergenze con il leader Antonio Di Pietro. Del quale ha detto di non aver apprezzato alcune mosse avventate, che – a suo giudizio – hanno portato alla rovinosa rottura col Pd. E invitato a esprimere una preferenza tra Beppe Grillo e Pier Ferdinando Casini, Donadi ha optato per il centrista, rimarcando la distanza dall’ex togato. Ma alla possibilità di congedarsi dal partito, non sembra pensarci neanche: “Resto nell’Idv – ha scandito – non ho intenzione di lasciare la mia casa”.

Gli sbagli di Di Pietro – “Le scelte di Di Pietro sono state sbagliate e hanno allontanato la prospettiva di un’alleanza di centrosinistra che per me è la cosa più importante”. Così, ai microfoni della trasmissione radiofonica La Zanzara, il capogruppo dell’Idv alla Camera, Massimo Donadi, è tornato a “bacchettare” il leader del suo partito. “Non puoi mancare di rispetto a quelli con cui vuoi allearti – ha spiegato Donadi – In politica contano anche i rapporti umani, non si può dire qualunque cosa in ogni momento. Dobbiamo fare un passo indietro”. 

L’aiuto a Berlusconi – Una retromarcia da ingranare per scongiurare il peggio: “I comportamenti di Di Pietro favoriscono oggettivamente il ritorno di Berlusconiha affondato il capogruppo di Montecitorio – L’Idv fuori dal centrosinistra rischia di far tornare Monti nel 2013 e dunque la grande coalizione con dentro il Cavaliere”. Trachant anche il suo giudizio sul nome del leader indicato a caratteri cubitali sul simbolo del partito: “Prima lo si toglie meglio è – ha tagliato corto Donadi – Gli altri partiti che hanno deciso di farlo sono ridicoli. Il partito di Casini resta, infatti, quello di Casini. Capisco le esigenze elettorali, ma noi dell’Idv prima lo togliamo meglio è. Io sono contrario ai partiti personali”.

L’affondo su Ingroia – Ma le divergenze tra il dipietrista “contestatore” e il suo leader riguardano anche campi extra-politici. Invitato a esprimere un giudizio sulle frequenti esternazioni del pm aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, al quale Antonio Di Pietro ha sempre espresso vicinanza: “Ingroia parla troppoha notato Donadi – i magistrati dovrebbero parlare con le loro sentenze, non concedendo interviste a tutti i giornali, televisioni o feste di partito. Spesso i magistrati che conducono indagini delicate in Italia vengono lasciati soli, ma Ingroia con il suo iperattivismo – ha rincarato la dose il deputato dell’Idv – sbaglia e rischia di indebolire le sue indagini”. 

Meglio Casini che Grillo – E speculando su improbabili alleanze politiche, il capogruppo dei deputati dipietristi ha definitivamente dimostrato di pensarla diversamente dal suo “capo”: “Tra Grillo e Casini, scelgo certamente Casini – ha detto – perché si tratta comunque di una forza responsabile. Grillo porterà in Parlamento delle persone per caso, una classe dirigente senza esperienza e competenza politica. E’ una forza politica totalmente incompetente a governare”.

Maria Saporito