Pussy Riot, la leader dal carcere: Russia pronta a ribellarsi

Pussy Riot, la leader dal carcere: Russia pronta a ribellarsi – “Putin è l’incarnazione del sopruso e della prepotenza”. E’ una delle frasi rilasciate in un’intervista a ‘la Repubblica’ da Nadezhda Tolokonnikova, leader delle Pussy Riot, condannata in primo grado assieme ad altre due componenti della band punk femminista a due anni di carcere con l’accusa di teppismo motivato da odio religioso. “Non ci si aspettava una reazione così sporpositata dallo Stato – dichiara Nadezhda dal carcere di Mosca –  E’ stato questo a scatenare tutto il resto. A noi non è rimasto altro che farci idealmente una bella scorta di pop corn e assistere a questo film surreale. “Non avevamo intenzione di offendere chicchessia – continua – siamo state male interpretate”, a causa dei mass media putiniani. E ancora: “Il regime sta facendo di tutto per spingerci alla ribellione. Forse non subito, ma prima o poi la pazienza della gente finirà“.

Medvedev inaspettato difensore: Condanna troppo dura – Di punizione “molto grave” ha parlato qualche giorno fa persino il premier Dmitri Medvedev, che, prendendo le distanze dalle scelte di Putin, si è reso protagonista di un appello alla clemenza per le tre ragazze: “Quel che hanno fatto – ha dichiarato – il loro aspetto, l’isterismo che le circonda mi danno la nausea. Sono semplicemente disgustato. Ma ciò che è accaduto, il fatto che un noto gruppo di donne sia stato in prigione piuttosto a lungo già di per sè è una punizione molto grave al di là di ciò che hanno fatto“. “Non voglio sostituirmi al giudice”, ha continuato il premier russo, “ma prolungare la loro detenzione in questo caso mi pare controproducente”Nadezhda Tolonnikova, Maria Aluokhina e Yekaterina Samutevich, da cinque mesi in carcere per aver inscenato una ‘messa-concerto’ di protesta nella cattedrale di Mosca, sono state condannate a due anni di carcere il 17 agosto. Il processo d’appello inizierà il 1 ottobre.