Isole Senkaku, cinese picchiato perchè guidava una Toyota

La tensione tra Cina e Giappone sulla questione Isole Senkaku sale sempre di più, al punto che le notizie che giungono dai paesi asiatici assumono contorni tragicamente surreali. Le agenzie di stampa locali hanno dato notizia di un uomo cinese brutalmente picchiato a sangue per il solo motivo di essere stato “scoperto” alla guida di una Toyota Corolla (una berlina media prodotta dal colosso automobilistico giapponese).  L’uomo è ancora vivo, ma è molto grave e secondo i medici che lo hanno attualmente in cura potrebbe rimanere parzialmente paralizzato per il resto della vita. Poco prima, uno studente  universitario di 21 anni è morto “calpestato” da un’inferocita folla “anti-giapponese”. Una tragedia questa, avvenuta a Xi’an, nella provincia di Shaanxi e diffusa attraverso un servizio social cinese, descritto come una specie di Twitter locale.

Diverse filiali cinesi di industrie giapponesi in questi giorni stanno chiudendo o riducendo significativamente la loro attività. Tra queste però non ci sarebbe la Toyota che, secondo quanto riporta il sito Japandailypress, ha dichiarato che le sue attività in Cina ad oggi proseguono normalmente. Dal canto suo, la polizia cinese non è certo stata a guardare e ha posto in arresto oltre 10 persone, accusate di aver causato disordini violenti durante la protesta popolare. Ma l’epsiodio dell’uomo picchiato perchè alla guida di un’auto nipponica non è stato l’unico a scuotere l’opinione pubblica. Sarebbero infati stati presi d’assalto anche negozi e supermercati appartenenti ad aziende giapponesi, persone inseguite fuori dai ristoranti, auto del sol levante distrutte a sprangate.

E poi c’è la questione dei 1000 pescherecci cinesi spediti nelle isole Senkaku, accompagnati a quanto pare da sei imbarcazioni con funzioni di sorveglianza. Incrociate le navi giapponesi, queste ultime hanno avvisato la “flottilla” di fare retromarcia, ma la tensione tra i due paesi, che nel 2011 si sono “scambiati” attraverso operazioni commerciali una cosa come 345 miliardi di dollari, ha raggiunto un livello di guardia per niente trascurabile. Gli Stati Uniti, che si sono posti come mediatori, hanno comunque fatto sapere che non prenderanno le parti di nessuna delle due fazioni.

A.S.