Caos a sinistra: Vendola e i chiarimenti sulle primarie

La data si avvicina e la confusione continua a tenere banco. Il prossimo 6 ottobre si dovrebbero sciogliere tutti i nodi che riguardano le primarie di centrosinistra, con la definizione delle regole necessarie a disegnare i confini della competizione. Una data che tutti i candidati (o aspiranti tali) attendono con ansia per comprendere l’opportunità di prendere o meno parte alla “gara”. A sollevare il problema è stato anche il leader di Sel, Nichi Vendola, che ha sparigliato le carte annunciando la sua indisponibilità a partecipare nel caso in cui le primarie di coalizione venissero soppiantate da quelle del Pd.

Un chiarimento per Nichi – “Forse che sì, forse che no”: le ultime uscite del leader di Sel, Nichi Vendola, potrebbero essere ben riassunte dal titolo del celebre romanzo di Gabriele D’Annunzio. Il governatore della Puglia ha, infatti, tradito negli ultimi giorni qualche tentennamento circa la sua annunciata partecipazione alle primarie di coalizione. Salvo poi precisare che non esiste alcuna incertezza. O forse sì? “Che primarie sono? – si è domandato Vendola – Se nei talk show ci sono i sondaggi che mettono in relazione Bersani a Renzi e si parla delle primarie del Pd, se i giornali parlano di questo, voglio un chiarimento“. 

L'”invadenza” dei democratici – “Sono molti gli esponenti del Pd che stanno scendendo in campo – ha osservato il presidente della Regione Puglia – ma io non sono iscritto al Pd, non voglio iscrivermi e non voglio sostenere un iscritto del Pd. Se ci sono le primarie del centrosinistra, io voglio partecipare, per vincere“. Dichiarazioni con cui Vendola sembra voler palesare la sua insofferenza per le troppe candidature democratiche prefigurate nelle ultime ore (oltre a Renzi, Bersani e Puppato, potrebbero scendere in campo anche Pippo Civati, Stefano Boeri e persino Rosy Bindi), che – a suo giudizio – creerebbero soltanto confusione conferendo un fastidioso “marchio Pd” alla competizione.

La risposta di Bersani – Non solo: a far vacillare (apparentemente) le certezze del leader di Sel, ci sarebbero anche questioni personali. “Ho qualche contesa giudiziaria che spero si risolva positivamente – ha detto il governatore pugliese – Chi si vuole candidare ha il dovere di presentarsi senza alcuna ombra che lo possa accompagnare”. Uno stop&go, quello ostentato da Vendola, che ha spinto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a intervenire tempestivamente: “Il percorso sarà scandito da regole precise – ha assicurato il democratico – Io voglio che Vendola ci sia, ci dovrà essere: è una persona specchiata e deve essere protagonista di questa nostra avventura”. 

Maria Saporito