Coniugi di Lignano: due indagati per l’efferato omicidio

Svolta nelle indagini per l’omicidio dei coniugi di Lignano Sabbiadoro, brutalmente torturati e uccisi nel locale lavanderia della loro villa: sarebbero stati incastrati dall’esame del dna i due cubani, fratello e sorella, ritenuti gli autori dell’efferato omicidio di Paolo Burgato e Rosetta Sostero. I due fratelli si trovavano in Italia in visita alla madre, che vive nel nostro paese da molti anni, e si arrangiavano a fare dei lavori saltuari.

Lisandra, 21 anni, aiutava la madre nella sua gelateria, situata proprio di fronte al negozio dei Burgato, dopo essere stata licenziata dal nuovo titolare della pizzeria Jolli, nella quale era impiegata, poiché non voleva stranieri tra i dipendenti, mentre il fratello Reiver di 24 anni, lavorava a chiamata in una sala giochi non molto distante. E’ stato proprio lo strano comportamento del 24enne a destare i sospetti degli investigatori: il giorno prima dell’omicidio non si era presentato al lavoro, mentre il giorno dopo aveva avvisato la titolare di dover fare rientro a Cuba per motivi familiari. Poco dopo è sparita da Lignano anche la sorella.

I carabinieri, avvisati dello strano comportamento dei ragazzi, hanno prelevato il dna della madre dei due, scoprendo che la catena genetica era molto somigliante alle tracce rilevate all’interno della villa degli orrori. Lisandra è stata catturata in provincia di Salerno, dove si era rifugiata a casa di parenti, mentre il fratello, fuggito a Cuba, è ancora ricercato. La ragazza, subito interrogata, per qualche ora ha resistito alle domande incalzanti degli investigatori, ma alla fine ha confessato: «Sapevamo che erano ricchi, volevamo solo prendere un po’ di soldi. Ci hanno riconosciuti, abbiamo perso la testa». Paolo Burgato li aveva riconosciuti dall’accento, nonostante fossero incappucciati, e i due li hanno uccisi. 

Marta Lock