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Primarie Pd: anche Civati potrebbe candidarsi

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All’interno del Pd manca l’espressione di una terza voce: è questa la convinzione del consigliere regionale della Lombardia, Pippo Civati, che – in un’intervista concessa ieri a La Repubblica – ha aperto alla possibilità di candidarsi alle prossime primarie. Per il democratico, quelle di Renzi e Bersani sono proposte che non convincono buona parte dei militanti. Da qui l’idea di scendere in campo personalmente, nel tentativo di spostare l’attenzione mediatica dallo scontro generazionale tra i due contendenti ai contenuti veri.

In attesa di risposta – Il consigliere regionale del Pd in Lombardia, Pippo Civati, ha ieri sciolto la riserva a metà. In tempi di grande confusione e approssimazione, l’ex “rottamatore” vuole prima fare chiarezza  per capire se esistono le condizioni necessarie a “giustificare” una sua candidatura alle primarie. La decisione dipenderà dalle risposte che giungeranno – da parte di collaboratori e colleghi di partito – alla mail che lo stesso Civati ha loro inviato venerdì scorso per informali della sua disponibilità a mettersi in gioco. Una mail “riservata ma aperta”, scritta per sondare l’umore di coloro che, all’interno del partito, sembrano non “tifare” né per Renzi né per Bersani.

Una candidatura alternativa – “Quello che non voglio assolutamente – ha spiegato Civati – è aggiungere autocanditatura ad autocandidatura, in un effetto formicaio impazzito. La collezione di nani da giardino no. Se si riesce ad esprimere una candidatura unitaria che sia davvero alternativa a Bersani e a Renzi io ci sono, questo ho scritto. Ora vediamo se si riesce”. “In una settimana al massimo si capirà se le condizioni ci sono – ha precisato il consigliere lombardo – dipenderà dalle risposte che arriveranno”.  

Per un  fronte unitario – “Non conosciamo ancora le regole di queste primarie – ha continuato il democratico – né tanto meno sappiamo quale sarà la legge elettorale che, secondo il modello che sarà scelto, potrebbe renderle inutili. Sto appunto cercando di capire se si può realizzare un fronte unitario”. Un fronte nel quale Civati vorrebbe inglobare anche la terza candidata del Pd alle primarie, quella Laura Puppato rimasta nel cono d’ombra dell’informazione. “Conosco Laura, è una bellissima figura – ha dichiarato il consigliere del Pd – E’ limpida e forte. Penso che dovremmo unire le energie in un progetto unitario che tenga insieme la sua esperienza e la sua proposta, quella di Boeri, Scalfarotto, Serracchiani e tanti altri che in questi anni si sono battuti sul campo, con fatica, sui temi”.

Primarie da occupare – Quanto ai due principali competitors“Lo scontro Renzi-Bersani è uno scontro di leadership – ha tagliato corto Civati – Nessuno dice cosa succede un giorno dopo le primarie. Sono solo utili a contare chi sta con chi, addirittura ‘a prescindere’. Molti punti di vista non sono rappresentati, dobbiamo portarceli dentro. Occupare le primarie, riempirle di contenuti”. “Penso a un occupyprimarie per costruire il Pd e il centrosinistra – ha insistito il democratico – I temi politici ci sono tutti: primarie parlamentari, sistema elettorale, referendum, continuità a sinistra con Monti. E c’è il tema generazionale, che dobbiamo salvaguardare, perché Renzi rappresenta alcuni, non tutti. In più – ha aggiunto Civati – c’è l’idea di una cosa collettiva, perché non ci sono mica solo io. E ci sarebbero tanti altri, credo, che ora sono stati silenti”.

Maria Saporito

 

 

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