Il PDL contro la fiction su Cesare Mori: falsi storici e forzature

Nel mirino delle critiche da parte del PDL è la minifiction “Cesare Mori-Il prefetto di ferro”, andata in onda domenica e lunedì scorsi su Rai Uno. Non particolarmente vincente negli ascolti, con circa il 16% di share, la minifiction è stata giudicata dai senatori del Popolo delle Libertà, Alberto Balboni ed Enzo Fasano, “operazione grossolana non senza forzature storiche ed errori”. A non esser piaciuta è la caricatura di Cesare Mori che è venuta fuori dal film, “un santino con i cattivi” sostengono i due politici. “Il regista, gli sceneggiatori e l’apparato Rai hanno volutamente annacquato in un antifascismo di maniera quella che nella memoria storica fu la prima e vera liberazione della Sicilia dalla mafia”- hanno inoltre dichiarato. Maurizio Gasparri, presidente del PDL al Senato, ha criticato aspramente la Rai: “La Rai con questi contenuti viene meno alla sua funzione di servizio pubblico”.

Più attento alla trama è Pasquale Squitieri, regista nel ’77 del film “Prefetto di ferro” con Giuliano Gemma. “Cominciamo col dire, per esempio, che Cesare Mori non ha mai adottato nessun bambino; ci sono dei falsi storici persino nelle canzoni; e non parliamo delle inesattezze e delle falsità per quanto riguarda i rapporti tra Mori e il fascismo delineati nella fiction”- ha puntualizzato il regista. Ovviamente per Pasquale Squitieri il vero prefetto di ferro è quello da lui raccontato sul grande schermo, mentre tutto il resto è soltanto uno sminuire, come fosse un qualsiasi “personaggio di fantasia autoriale”, la forte personalità di Mori…