Fiat, la promessa della Fornero: Incontreremo i sindacati

Il caso Fiat continua a tenere banco nell’agenda politica e sociale del Paese. Alla vigilia dell’incontro fissato a Palazzo Chigi con l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, e il presidente dell’azienda, John Elkan, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha annunciato l’intenzione di convocare i sindacati per raccogliere le loro richieste sulla vertenza.

L’annuncio del ministro – “Dopo l’incontro del governo con i vertici Fiat di sabato, la prossima settimana incontreremo il sindacato”. Ad annunciarlo ieri è stata la responsabile del Welfare, Elsa Fornero“E’ importante sentire non solo i vertici della Fiat, ma ovviamente anche tutti i sindacatiha spiegato il ministro – La data non è stata ancora fissata, ma c’è questa determinazione mia e, sono sicura, del governo. Questa è una questione che riguarda l’azienda, ma ovviamente anche i lavoratoriha precisato Elsa Fornero – e bisogna anche sentire i rappresentanti dei lavoratori”.

Le richieste della Fiom – La promessa di un incontro col governo ha confortato (almeno in parte) i sindacalisti. “Cosa diremo a Fornero? – ha commentato il numero uno della Fiom, Maurizio Landini – Bisogna capire cosa succede nell’incontro di sabato. Diremo al governo che noi, più della Fiat, siamo interessati che si facciano gli investimenti in Italia. Marchionne può produrre in giro per il mondo – ha spiegato il rappresentante dei metalmeccanici – ma noi, per i lavoratori che rappresentiamo, non ce lo possiamo permettere”. Non solo: “Chiederemo anche di ripristinare la democrazia e la libertà sindacale negli stabilimenti – ha aggiunto Landini – perché ogni lavoratore della Fiat possa decidere a quale sindacato aderire”.

Uil e Cisl all’attacco – A insistere sulla necessità di investire è stato anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti: “L’unica cosa che deve fare la Fiat – ha tagliato corto – sono gli investimenti per produrre nuovi modelli e rilanciare gli stabilimenti. E lo deve fare con i propri soldi, non con quelli dello Stato. Quando si incassa e si guadagna – ha rincarato il sindacalista – si devono mettere i soldi. Fiat se la deve cavare da sola”. E Raffaele Bonanni“Vorremmo fare altri accordi di quel tipo – ha detto il cislino riferendosi ai patti raggiunti l’anno scorso col Lingotto a Pomigliano e a Torino – ed è per questo che chiediamo a Marchionne di chiarire bene se lui ha interrotto i vari accordi perché il mercato non tira e quindi, quando tirerà di nuovo li vorrà mettere in pratica, oppure se, in presenza di una ripresa del mercato – ha incalzato il segretario della Cisl – lui non vuole portare più avanti il programma”.

Maria Saporito