Pdl nel caos: tra scissioni e dimissioni, meno male che Silvio c’è

La convulsa giornata di ieri dovrebbe essersi chiusa con un sostanziale “fermi tutti”, che ha permesso al partito del Cavaliere di rimanere – almeno per ora – compatto. Ma andiamo per ordine: lo scandalo della Regione Lazio ha creato nuovi malumori nel Pdl, con la governatrice Renata Polverini che ha ventilato la possibilità di lasciare l’incarico per tutto il pomeriggio. A dissuaderla sarebbe stato Silvio Berlusconi in persona, fermo nel sottolineare che un suo addio alla Pisana avrebbe potuto segnare l’inizio di un  terremoto inarrestabile. Non solo: a battere i pedi per terra ci sarebbero anche gli ex An, che avrebbero denunciato la scarsa considerazione di cui godono presso alcuni colleghi appartenenti alla corrente degli ex Fi. Da qui l’ipotesi di una “scissione”, stoppata anche questa (si dice) dall’ex presidente del Consiglio.

Un pomeriggio difficile – Renata Polverini era attesa a Palazzo Grazioli (residenza romana di Silvio Berlusconi) ieri pomeriggio, poi l’incontro è saltato e in molti hanno pensato che in ciò dovesse leggersi la ferma intenzione della governatrice a rassegnare le dimissioni. In effetti lo spettro è circolato per tutto il pomeriggio, ma alla fine l’ex sindacalista di ferro avrebbe deciso di non “mollare”, affidando alla dirigenza nazionale del Pdl (Berlusconi e Alfano) il compito di pressare per fare ulteriore “pulizia” nel partito. Partendo dal capogruppo in Regione, Francesco Battistoni, di cui la Polverini avrebbe chiesto la “testa”. Ma il faticoso pomeriggio del Cavaliere sarebbe stato segnato da un’altra questione spinosa: quella relativa ai malumori degli ex An.

Ex aennini in rivolta – La coabitazione tra ex An ed ex Fi sarebbe, infatti, arrivata al capolinea, tanto che i più “focosi” tra i primi starebbero valutando l’opportunità di andarsene. A supportare la tesi della “scissione”, le scomuniche scandite contro di loro da alcuni colleghi, come Giancarlo Galan e Nunzia De Gennaro, che hanno dimostrato di tollerare poco le posizioni degli ex aenninni, arrivando a preferire Matteo Renzi a loro. Apriti cielo: la crisi interna si è fatta profondissima e ieri pomeriggio Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Giorgia Meloni hanno sentito il bisogno di raggiungere Palazzo Grazioli per denunciare ogni cosa al “capo”. Per togliersi quei “sassolini” diventati macigni insopportabili.

Lo stop del Cavaliere – Ai giornalisti che lo hanno raggiunto al suo arrivo, l’ex ministro della Difesa ha semplicemente detto: “Siamo qui per trovare il modo migliore di vincere le elezioni“, ma in pochi gli hanno creduto. Il faccia a faccia (a cui ha partecipato anche Alfano) avrebbe, comunque, sortito il suo effetto. “Non c’è nessuna ipotesi di scissione in vista”, ha assicurato Maurizio Gasparri all’uscita, mentre Ignazio La Russa ha rimarcato: “Abbiamo avviato una riflessione su come tornare a vincere e abbiamo ricevuto rassicurazioni da Berlusconi che questo tema è una delle sue priorità”. Sia come sia, il Cavaliere sarebbe riuscito nell’impresa titanica di dissuadere i tre dall’andar via dal Pdl, insistendo molto sull’inopportunità di palesare “distanze” interne in un momento delicato come questo. “Stiamo risalendo nei sondaggiavrebbe detto l’ex premier ai tre indignadosCerchiamo di rimanere uniti”. 

Maria Saporito