Se Woody Allen diventa un documentario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:23

Se Woody Allen diventa un documentario. Esce domani Venerdì 21 Settembre nei cinema di tutta Italia Woody il primo documentario autorizzato sulla vita di Woody Allen. A dirigerlo col piglio del fan è Robert Weide che ricostruisce con puntiglio la carriera del genio newyorkese dagli esordi in cui l’allora giovanissimo Allan Stewart Konigsberg firmava i suoi pezzi con lo pseudonimo che poi l’ha reso famoso in tutto il mondo, Woody Allen appunto, fino ai successi internazionali di film come Io e Annie, Manatthan, Midnight in Paris che gli è valso il suo terzo Oscar come miglior sceneggiatore dell’anno. Il racconta alterna immagini di repertorio, spezzoni di vecchi film commentati col solito piglio sarcastico dallo stesso Allen, ad interviste con celebrità quali Martin Scorsese, Gordon Willis, fino alle sue muse Diane Keaton, Scarlet Johansson, che non perdono occasione per tessere le lodi del suo genio creativo.

Creatività. Ed è proprio nella descrizione del processo creativo che presiede le sue opere che il documentario di Weide ha il suo punto di forza. La scelta di entrare nel laboratorio Woody, tralasciando quelli che sono gli aspetti più scabrosi della sua vita privata, primo tra tutti lo scandalo che lo colpì nel 1992 dopo il burrascoso divorzio da Mia Farrow e la scoperta della relazione incestuosa con la figlia adottiva di lei Soon-Yi, ci sembra una scelta vincente che sicuramente non potrà che attirare fan vecchi e nuovi alla scoperta di uno degli autori più importanti della storia del cinema.

Autoironia. Su tutti poi ovviamente spicca la voce di Allen stesso che in alcuni commenti autoironici ci concede una vera e propria lezione di stile e umorismo. Non male per uno che vuole liberarsi della maledizione dell’approccio del clown, per essere considerato una volta tanto una persona seria che non deve per forza far ridere la gente. Ma citando la favola della rana e dello scorpione questa è la sua natura monsieur Allen, chiedere a lei di non far ridere sarebbe come chiedere a Maradona di non giocare a pallone o a certi politici di fare ciò che dicono di voler fare. Impossibile.

Simone Ranucci

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!