Radiohead: 4 live in Italia

Radiohead 4 live Italia – Doveva essere il fiore all’occhiello dell’estate musicale italiana e capitolina in particolare essendo la data di Roma la tappa di apertura del loro tour europeo. Il crollo della struttura del palco a Toronto con la conseguente tragica morte del tecnico Scott Johnson e la rottura di un light show unico difficile da rimpiazzare in poche settimane costrinse, infatti, la band di Oxford ad annullare, inizialmente, tutte le date del tour. Un duro colpo per i tanti fan che aspettavano con impazienza di riabbracciare i Radiohead dopo quattro anni di assenza dal Belpaese. Ora l’attesa è veramente finita. Thom Yorke e compagni si riprendono  la scena, pronti a infiammare il pubblico con quattro appuntamenti live davvero imperdibili per chiudere nel migliori dei modi la calda stagione musicale con il loro travolgente sound: il 22 settembre a Roma, il 23 a Firenze, il 25 a Bologna e il 26 a Udine. E a pochi giorni dalle loro performance cresce l’attesa di vedere la nuova, ennesima, illuminante evoluzione musicale a cui i Radiohead hanno abituato sin dal loro esordio.

La musica al tempo dei Radiohead – Tra i grandi protagonisti del rinnovamento del rock britannico a cavallo tra i Novanta e il Duemila, infatti, i Radiohead brillano ancora oggi come una stella solitaria nello scenario musicale inglese e non solo. Sempre innovativi, mai banali hanno sempre mantenuto le distanze dalle mode e dalle tendenze rimanendo ben distanti da quelle regole di mercato che hanno spesso trasformato altre stelle del firmamento rock in comete decadenti risucchiate sempre più rapidamente dal crescente buco nero del consumismo di massa. Non loro. Non i Radiohead. Unica e vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock, oscillando tra cupe visioni futuriste e un sound malinconicamente attraente. Lo stesso sound capace di rappresentare al meglio, in musica, il disagio esistenziale di fine millennio, l’alienazione dei baby boomers e l’umore dei giovani del nuovo decennio allo stesso tempo. Tutto grazie a canzoni che da Ok Computer a Creep, tra androidi e rottami spaziali, sono la sintesi ideale di un percorso che parte dalla desolazione post-punk di Smiths e Joy Division per approdare nelle fredde lande dell’elettronica e della sperimentazione pura. La loro non è, infatti, semplicemente classificabile come musica “leggera”. Non leggera, perché dall’ineguagliabile triplete OK Computer – Kid A – Amnesiac, ai successivi lavori di altrettanta qualità sopraffina, come Hail To The Thief  e In Rainbows, fino agli ultimi più controversi The King Of Limbs e Tkol Rmx 1234567 non c’è modo di farsi scorrere addosso le loro canzoni come se fossero “soltanto” intrattenimento. Sì, perché  la band di Tom York attraversa la musica in ogni suo angolo più segreto, pescando solo quello che serve, scartando l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’impopolarità e ottenendo invece un successo sempre crescente. Tutti pronti a quattro urli live. L’urlo più atteso. L’urlo del rock. Pronti a tutto, i Radiohead sono finalmente in Italia!

Dario Morciano