Laziogate, Fiorito-Battistoni: è scontro in tv

Francesco Fiorito e Francesco Battistoni sono usciti di prepotenza dall’anonimato in cui il loro impegno al Consiglio regionale del Lazio li aveva confinati. Fino a pochi giorni fa, i loro nomi comparivano solo nelle cronache locali e i loro volti facevano capolino esclusivamente nelle emittenti regionali ingaggiate per promozionare il loro lavoro sul territorio. I due ex capigruppo del Pdl alla Regione Lazio (il primo si è auto-sospeso, il secondo si è dimesso) hanno animato ieri un vivace scontro a distanza – fermato dalle telecamere di Tgcom24 – in cui si sono rimpallati accuse, fino all’exploit finale.

Fiorito all’attacco – Francesco Battistoni è il punitore di se stesso: è talmente accecato dall’odio da essere riuscito a denunciare tutti quanti e a far aprire un caso nazionale solo per il suo basso scranno politico”. A sostenerlo è stato ieri un inarrestabile Francesco Fiorito, che – dopo l’accusa di peculato piombatagli addosso in riferimento al presunto “uso allegro” dei soldi pubblici erogati dalla Regione Lazio – non ha perso l’occasione per inanellare una serie di accuse all’indirizzo dell’ex collega Francesco Battistoni. “Dovrà pagare per tutto questo – ha continuato Fiorito – e ora in diretta deve ammettere che mi aveva minacciato più volte e che aveva fatto firmare una relazione completamente falsa e ridicola ad alcuni suoi consiglieri”.  

Il contrattacco di Battistoni – Accuse pesanti, a cui Battistoni, in collegamento con lo studio di Tgcom24, ha replicato con altrettanto forza: “Mi sembra che le dichiarazioni di Fiorito dimostrino che chi nutre odio non sono io – ha esordito – C’è un accertamento in corso e Fiorito è chiamato a chiarire tutta una serie di cose. Faccia prima questo, poi se gli rimarrà un po’ di coscienzaha rincarato l’ex capogruppo alla Regione Lazio – potrà anche attaccare gli altri”. E a Fiorito che continuava a rinfacciargli la presentazione di ricevute sospette su cene e banchetti: “Tutta l’attività politica che ho fatto sul territorio è dimostrabile e io sono sereno – ha replicato Battistoni – Non voglio fare scontri con Fiorito, se devo farli li faccio in altra sede”.

Finale col botto – “Mi sono dimesso perché non volevo portare a un livello così basso lo scontro personale con Fiorito – ha aggiunto Battistoni – Credo nell’attività del Pdl nazionale e nell’opera riformatrice portata avanti dalla giunta Polverini in Regione. Per questo mi sono dimesso – ha ribadito – non volevo strumentalizzare il nome del partito”. Una versione che non ha convinto affatto Fiorito, che si è congedato dalla trasmissione affondando l’ultima “stilettata” al fianco del suo rivale: “E’ inutile che Battistoni, con quella faccetta da prete cinese, continui  a dire cose che non stanno in piedi né in Italia né in nessun altro posto del mondo – ha dichiarato – Si è dimesso perché nessun consigliere si sarebbe fidato di uno come lui, di uno che, per interessi personali – ha concluso Fiorito – è arrivato a denunciare un collega alla Procura della Repubblica”.

Maria Saporito