Himalaya, valanga nella notte: 13 morti, un italiano

Una valanga, sopraggiunta nella notte, ha travolto le tende del «Campo 3», nelle quali dormivano oltre 30 alpinisti, sul Manaslu sulla catena dell‘Himalaya in Nepal. Al momento i corpi estratti dalla neve sono 13 e l’unità di crisi del Ministero degli Esteri sta controllando ma tra le vittime ci sarebbe anche un italianoAlberto Magliano, alpinista milanese. Sono stati recuperati anche diversi feriti trasportati via con l’elisoccorso. La tragedia è tra le peggiori accadute sull’Himalaya, dove nel 2008, sul K2, morirono 11 alpinisti per un crollo.

Gli italiani che partecipavano alla spedizione erano tre, e dai racconti dei due sopravvissuti emerge la ricostruzione di quanto avvenuto: “Io ero in tenda con Christian, ci siamo ritrovati travolti e colpiti da blocchi di ghiaccio e neve. Dopo 200 metri la valanga ci ha buttato fuori. Abbiamo perso tutto, eravamo senza scarpe. Era buio, non c’era luce, non si vedeva niente. La tenda di Alberto era proprio vicino alla nostra – racconta Mondinelli -. Non riesco a capacitarmi che sia morto. Lui aveva all’interno bombole d’ossigeno che forse hanno fatto peso e l’hanno trascinato in basso, mentre noi eravamo più leggeri. Non lo so. Comunque lui è finito in profondità e non ce l’ha fatta. Lo abbiamo tirato fuori ma non c’era più niente da fare”.

Alberto Magliano era diventato nonno il giorno precedente e “piangeva di gioia”, raccontano gli amici: “L’abbiamo estratto dalla neve con lo sherpa, e siamo rimasti su ad aspettare per portarlo giù, ma gli elicotteri stanno trasferendo i feriti a valle e ci hanno detto che ci sarebbe voluto tempo. Stasera tardi, o più probabilmente domani mattina, risalgo con l’elicottero per andare a prenderlo. Non riesco a pensarci, era diventato nonno ieri e piangeva di gioia. E’ terribile”, continua Mondinelli.

I. F.