Berlusconi incalza Monti: Adesso serve più coraggio

In una lunga intervista concessa all‘Huffington Post, l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è tornato a “salmodiare” alcuni punti distintivi della sua piattaforma programmatica. Dalla necessità di riformare l’architettura costituzionale alla lotta all'”armata Brancaleone” di sinistra; dall’abolizione dell’Imu alla “scomunica” politica di Grillo: il Cavaliere si è concesso a trecentosessanta gradi assicurando: “Mi sono sempre comportato correttamente, in privato e in pubblico. Non ho mai fatto nulla contro la legge né contro la morale“.

Non solo giovani – Il giorno dopo le clamorose dimissioni rassegnate dalla governatrice del Lazio, Renata Polverini, è impossibile per Silvio Berlusconi sfuggire alla domanda più ovvia: quella incentrata sulla denuncia della questione morale all’interno del suo partito. E di fronte alla parola “rinnovamento”, scomodata dall’intervistatore: “Rinnovamento? – ha risposto il Cavaliere – Quel Fiorito non è una faccia vecchia, ha 41 anni anche se gliene davo 60. Certo che bisogna immettere personalità nuove, ma non sempre basta essere giovani. Bisogna essere giovani e capaci, giovani e professionali”.

Più coraggio dai Professori – E il suo giudizio sul governo Monti, sostenuto con una convinzione che appare sempre più labile: “Il professor Monti ha preferito aumentare le tasse invece di rimettere in moto produzione e consumi – ha spiegato l’ex presidente del Consiglio – E noi abbiamo assunto un doveroso atteggiamento critico verso una politica ormai esclusivamente recessiva. Vorremmo più coraggio. Avergli dato fiducia e averlo sostenuto finora in Parlamento dimostra la lealtà, la serietà e la coerenza con cui abbiamo voluto onorare la scelta ‘patriottica’ delle dimissioni a novembre – ha precisato Berlusconi – Fermi restando rigore nei conti e pareggio di bilancio, è ora opportuno che il governo Monti cambi il passo della politica economica, puntando allo sviluppo“.

Le tre ipotesi sull’euro – E un cambiamento – è il parere del fondatore del Pdl – sarebbe necessario compierlo anche in politica estera: “Rispetto a Monti sarei stato meno ligio alla Germaniaha dichiarato l’ex premier – uno Stato egemone che detta agli altri Paesi europei la regola del rigore e dell’austerità, con la pretesa che attraverso l’austerità si possa ridurre il debito. Ma questa è un’illusione: il debito pubblico si diminuisce con l’aumento del Pil, che significa sviluppo e crescita”. E le accuse mosse da più fronti sul suo scetticismo nei confronti della moneta unica? “Ci sono tre possibilità – ha spiegato il Cavaliere – La prima: convincere la Germania che non possiamo andare avanti solo con l’austerità. La seconda: che la Germania esca dall’euro, un’ipotesi non fantascientifica se le stesse banche tedesche hanno valutato la possibilità della sostituzione dell’euro con il marco e, terzo – ha proseguito nel suo ragionamento Berlusconi – che escano dall’euro gli altri Paesi, il che però significherebbe la fine della moneta comune. Io preferisco l’ipotesi numero uno”.

I pericoli a sinistra – Quanto ai problemi domestici: “Bisogna scongiurare che l’Italia finisca in mano a soggetti che in comune non hanno proprio nulla – ha osservato il presidente del Pdl – Io stesso ho avuto problemi con i miei alleati, eppure partivamo da basi comuni che sembravano solide. Cosa potrà mai accadere all’Italia governata da un’armata Brancaleone che comprende Vendola e Casini, Bersani, la Bindi e Di Pietro?”. Nessun timore, infine, dell‘outsider Beppe Grillo: “Non mi spaventa – ha tagliato corto Berlusconi – non è riuscito a proporre qualcosa di costruttivo e, soprattutto, non sarebbe proprio in grado di governare. L’Italia non ha bisogno in questo momento di salti nel buio, ma di una guida esperta e capace”.

Maria Saporito