Isole Senkaku: non solo Pechino, anche Taipei contro Tokyo

Isole Senkaku: non solo Pechino, anche Taipei contro Tokyo – Nella lotta per la sovranità sulle isole Senkaku, nel Mar Cinese Orientale, da tempo al centro di un’aspra contesa tra i governi di Pechino e Tokyo, adesso si inserisce anche Taiwan. Taipei, pur avendo legami amichevoli con il Giappone, contesta al governo nipponico la nazionalizzazione dell’arcipelago, potenziale ostacolo per l’ esercizio del diritto di pesca nella zona. A tal punto che oggi la guardia costiera giapponese ha fatto ricorso ai cannoni ad acqua per allontanare fuori dalle acque territoriali delle Senkaku una flotta di circa 50 pescherecci e di una decina di motovedette taiwanesi.

Alta tensione nel Mar Cinese Orientale – La protesta del Taiwan contro il Giappone si sovrappone a quella ben più duratura e pressante di Pechino. La Cina ha inviato nei giorni scorsi sei pattugliatori davanti alle coste delle isole Senkaku, in seguito alla conferma da parte del governo giapponese dell’intenzione di sborsare due miliardi e mezzo di yen, equivalenti a oltre venti milioni e mezzo di euro, per sottrarre alla Cina tre delle cinque isole Senkaku (in cinese Diaoyutai). Al momento l’arcipelago, disabitato ma ricco di risorse naturali, è controllato da Tokyo, ma la sovranità è rivendicata da Cina e Taiwan. Secondo il ministero degli Esteri cinese, l’annuncio da parte del Giappone dell’acquisto delle isole e della loro nazionalizzazione rappresenta una grave violazione della sovranità della Cina. Definendo la posizione nipponica come “altamente offensiva per 1,3 miliardi di cinesi, in quanto seriamente calpesta fatti storici e della giurisprudenza internazionale”, il governo di Pechino ha dunque espresso ferma opposizione contro la mossa del Giappone.

R. E.